Sondaggio Lab21: 3 italiani su 4 vogliono lo stop alle armi per l’Ucraina. E il 50,1% vede la sicurezza peggiorata
Sondaggio Lab21: 75% degli italiani chiede stop alle armi per l’Ucraina. Percepito peggioramento della sicurezza urbana.

Il 75% degli italiani chiede di interrompere il sostegno alle armi per l’Ucraina, secondo il sondaggio Lab21 realizzato per Affaritaliani. Il dato emerge in un contesto in cui il 50,1% degli intervistati ritiene che la sicurezza nella propria città sia peggiorata. La Piazza 2026, evento dedicato all’analisi delle opinioni dei giovani e del Paese, ha reso pubblici i risultati di un’indagine che mette in luce una forte propensione verso un cambio di rotta nel sostegno militare all’Ucraina. La percezione della sicurezza urbana, in particolare tra i giovani, appare preoccupante, con un quadro di insicurezza che si fa più marcato nel gruppo under 35.
La richiesta di interrompere il sostegno alle armi per l’Ucraina
La domanda se l’Italia, l’Europa e l’Occidente debbano continuare a finanziare le armi destinate a Kyiv oppure interrompere il sostegno ha visto il 75% degli intervistati schierarsi per l’interruzione degli aiuti militari. Solo il 25% ritiene che il finanziamento debba proseguire. Un risultato che segnala una forte propensione verso un cambio di approccio rispetto al sostegno militare garantito finora all’Ucraina. La richiesta di interrompere il sostegno alle armi si accompagna a una percezione di peggioramento della sicurezza, con il 50,1% degli intervistati che ritiene che la situazione sia peggiorata.
La percezione della sicurezza urbana e le priorità per migliorarla
La sicurezza urbana resta una delle principali preoccupazioni degli italiani. Tra gli under 35, il 35,1% ritiene che la presenza delle forze dell’ordine sul territorio sia la priorità per migliorare la sicurezza. Nel totale del campione, la percentuale sale al 36,9%. Al secondo posto c’è il recupero del degrado urbano, indicato dal 23,6% dei giovani e dal 20,5% del campione complessivo. Segue la videosorveglianza, scelta dal 22% degli under 35 e dal 22,1% degli intervistati nel complesso. La gestione dei flussi migratori, invece, ha un peso minore, con il 13,1% tra i giovani e il 17,4% considerando l’intero campione.
La percezione della sicurezza si fa più marcata tra i giovani. Tra di loro, il 47,1% ritiene che la situazione sia peggiorata, contro il 40,8% che la considera invariata e appena il 12,1% che vede un miglioramento. Considerando l’intero campione, la quota di chi percepisce un peggioramento sale al 50,1%. Il 38,3% parla di una situazione rimasta invariata, mentre soltanto l’11,6% ritiene che la sicurezza sia migliorata. Il sondaggio Lab21 sottolinea una netta preferenza per un approccio europeo nella politica estera, con una maggiore integrazione come priorità. Tra gli under 35, il 54,7% è favorevole a una maggiore integrazione europea, mentre il 45,3% preferisce una maggiore sovranità nazionale. Nel totale del campione, il divario si restringe: il 51,6% sceglie una maggiore integrazione europea, contro il 48,4% che punta sulla sovranità nazionale.
La fiducia nei leader internazionali si concentra su Sánchez e Rutte. Pedro Sánchez, con il 47,5%, è il leader più fidato, seguito da Mark Rutte al 46% e Andy Burnham al 41%. Il presidente ucraino Volodymyr Zelenskyy raggiunge il 33%, mentre Vladimir Putin si ferma al 32,9%. Sul piano della politica estera, l’Italia preferisce una maggiore autonomia strategica europea. Tra gli under 35, il 53,1% ritiene che la politica estera italiana debba puntare soprattutto sull’autonomia strategica europea. Nel totale del campione, la percentuale scende al 48,9%, ma rimane in testa rispetto alle altre opzioni. La neutralità e la mediazione raccolgono il 23,7%, mentre l’asse con Washington sale al 27,4%.
Il sondaggio Lab21 sottolinea una netta preferenza per un approccio europeo nella politica estera, con una maggiore integrazione come priorità. Tra gli under 35, il 54,7% è favorevole a una maggiore integrazione europea, mentre il 45,3% preferisce una maggiore sovranità nazionale. Nel totale del campione, il divario si restringe: il 51,6% sceglie una maggiore integrazione europea, contro il 48,4% che punta sulla sovranità nazionale.
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