Report, Innocenzi: “Scelta dei nuovi conduttori calata dall’alto e gradita alla politica”. Attacca i giornali di Angelucci

Giulia Innocenzi di Report critica la scelta dei nuovi conduttori come decisione imposta e non discussa, attacca i giornali di Angelucci.

Giulia Innocenzi critica la scelta dei nuovi conduttori di Report, attacca i giornali di Angelucci
Giulia Innocenzi critica la scelta dei nuovi conduttori di Report, attacca i giornali di Angelucci

Giulia Innocenzi, giornalista d’inchiesta di Report, ha espresso netta critica nei confronti della scelta dei nuovi conduttori del programma, definendola una decisione “calata dall’alto” e “gradita alla maggioranza”. L’annuncio, avvenuto il giorno dopo l’eliminazione di Sigfrido Ranucci dalla conduzione di Report, ha suscitato indignazione nella redazione, che ha rifiutato di accettare la decisione senza un confronto. Innocenzi ha sottolineato come la scelta dei nuovi conduttori, Presutti e Piervincenzi, non rappresenti i valori e la storia del programma, ma sia frutto di un processo non democratico e non trasparente. La giornalista ha anche attaccato i giornali di Antonio Angelucci, sostenendo che la campagna di fango contro Report sia stata orchestrata da un gruppo editoriale legato a un parlamentare della maggioranza di governo.

La scelta dei nuovi conduttori e il metodo di decisione

La decisione di sostituire Sigfrido Ranucci, uno dei volti simbolo di Report, è stata vista come una mossa politica, con il beneplacito dei partiti di maggioranza. Innocenzi ha sottolineato come la scelta dei nuovi conduttori sia avvenuta senza alcun confronto con la redazione, contrariamente al metodo utilizzato in passato, quando la scelta del conduttore era il risultato di un dibattito interno. La giornalista ha ricordato che la squadra di Report aveva già programmato un incontro con il direttore dell’Approfondimento Rai, Paolo Corsini, per discutere il futuro del programma. Questo incontro, previsto per mercoledì successivo, non è mai avvenuto, e la decisione è stata comunicata solo attraverso le agenzie di stampa, senza alcun contatto diretto con i giornalisti.

La redazione ha respinto la decisione al mittente, rifiutando di accettare una scelta non discussa. Innocenzi ha sottolineato che la squadra ha espresso delusione e preoccupazione per la mancanza di trasparenza e di coinvolgimento nella decisione. La giornalista ha anche ricordato che la scelta dei nuovi conduttori non è stata il risultato di un processo democratico, ma di una decisione imposta dall’alto, senza alcun confronto interno.

Le spese e i compensi: una mossa “vile”

Innocenzi ha anche contestato la pubblicazione da parte de Il Tempo delle cifre relative ai componenti della redazione, accusando la testata di rappresentare quelle somme come compensi personali dei giornalisti. La giornalista ha chiarito che quelle cifre comprendono non solo i salari, ma anche tutte le spese sostenute per le inchieste, come il pagamento del montatore, il fixer, i viaggi, gli alloggi e le spese di trasferimento. “Quelli non erano i nostri compensi, bensì i compensi insieme a tutte le spese che sosteniamo”, ha detto Innocenzi, definendo la mossa come “veramente vile”. La giornalista ha sottolineato come questa rappresentazione sia parte di una campagna di fango volta a danneggiare la reputazione di Report.

La campagna di fango ha avuto un effetto devastante sulla reputazione del programma. Innocenzi ha sottolineato come questa forma di attacco sia inedita e preoccupante, dato che si tratta di una trasmissione d’inchiesta che ha sempre svolto un ruolo cruciale nel giornalismo italiano. La giornalista ha anche richiamato l’attenzione su una campagna stampa orchestrata da un gruppo editoriale legato a un parlamentare della maggioranza di governo, che ha contribuito a diffondere informazioni false e dannose.

La vicenda di Report, con la decisione di sostituire Ranucci e la contestazione della redazione, rappresenta un momento di tensione all’interno della Rai, con implicazioni non solo per il programma, ma anche per il ruolo del giornalismo d’inchiesta in un contesto politico sempre più sensibile. La posizione di Innocenzi e della redazione di Report si pone come una difesa del metodo di lavoro e della libertà di espressione, elementi che la giornalista ritiene essenziali per il futuro del giornalismo italiano.