Tentato assalto al palazzo presidenziale del Niger: forze armate respingono insorti
Scontri a Niamey: tentativo di attacco delle forze armate respinto, tensioni nella capitale

Nel pomeriggio di sabato 29 agosto 2026, a Niamey, capitale del Niger, si è verificato un tentato assalto al palazzo presidenziale da parte di insorti provenienti dalle forze armate. La Guardia presidenziale ha riferito di aver respinto l’attacco, che ha causato scontri a fuoco nella zona. L’evento si colloca in un contesto di tensioni crescenti nel Paese, dove la giunta militare, al potere da tre anni dopo un colpo di stato, ha chiesto alla popolazione di mantenere “unità, vigilanza e sostegno” alle forze di sicurezza.
Pressione interna e attacchi esterni
L’aeroporto internazionale Diori Hamani, situato nella zona della base militare 101, è stato bersaglio di due attacchi jihadisti nel 2026, entrambi respinti dai militari ma con gravi conseguenze: due civili e undici soldati sono rimasti uccisi. La base, che ospita il quartier generale dell’Africa Corps e lo Stato Maggiore della forza militare congiunta dell’Alleanza degli Stati del Sahel, è stata nuovamente bersaglio nella notte tra venerdì e sabato, con spari registrati vicino alla struttura. I militari hanno affermato di “gradualmente riprendere il controllo” della situazione, dopo che gli insorti avevano iniziato a prendere in ostaggio alcuni soldati.
Il ministro della Difesa, Salifou Mody, ha confermato il tentativo di ammutinamento in una base militare e ha invitato la popolazione a mantenere la calma. Le forze di sicurezza sono state dispiegate attorno all’aeroporto e nel quartiere di Plateau, dove si trovano i palazzi istituzionali. Una delle principali strade di accesso alla capitale è stata chiusa, mentre i veicoli blindati sono stati schierati come rinforzi in un quartiere vicino all’aeroporto.
La giunta militare ha chiesto alla popolazione di mantenere la calma e di sostenere le forze di sicurezza.
Reazioni locali e contesto regionale
Un parlamentare locale ha definito l’evento un “attacco codardo”, sottolineando l’impatto sulla stabilità del Paese. La giunta militare, il Consiglio nazionale per la salvaguardia della patria (Cnsp), ha diffuso un messaggio sui social in cui ha affermato che “le nostre forze di difesa e sicurezza sono mobilitate per la difesa della patria”. La pressione su questa giunta, che ha governato il Niger da tre anni, sembra aumentare, con episodi di violenza interna che mettono in discussione la sua capacità di mantenere il controllo. La situazione nel Niger si colloca in un contesto di instabilità regionale, con gruppi armati che operano in diverse aree del Paese. La scorsa settimana, ad esempio, 15 agenti di polizia sono stati uccisi da uomini armati a bordo di motociclette vicino a Tessa, nella regione di Dosso. Questi episodi segnalano una crescente instabilità interna, che la giunta militare cerca di gestire con misure di sicurezza e comunicazioni dirette alla popolazione.
La Guardia presidenziale ha riferito di aver respinto l’attacco, ma la situazione rimane delicata.
La comunità internazionale, attraverso l’Alleanza degli Stati del Sahel, continua a monitorare la situazione, mentre il Niger si trova a fronteggiare una serie di sfide che mettono a rischio la sua stabilità. La risposta delle forze armate e la collaborazione con le istituzioni locali saranno chiave per ripristinare la calma nella capitale e nel Paese.
—
