Sfregiata con l’acido a Peseggia, arrestato un giovane macedone. L’ipotesi di un mandato per tradimento
Una donna di 32 anni è stata sfregiata con l’acido a Peseggia, arrestato un giovane macedone. L’ipotesi di un mandato per tradimento.

Il 26 giugno scorso, a Peseggia di Scorzé nel Veneziano, una donna di 32 anni è stata sfregiata con l’acido da un uomo che si è appostato vicino alla casa dei suoi genitori. L’aggressore, un giovane macedone, è stato arrestato dopo un’indagine condotta dai carabinieri coordinati dal pubblico ministero Monica Guzzardi. L’ipotesi investigativa è che l’uomo fosse stato mandato da un’acquista tradita, una situazione che ha suscitato preoccupazione e dolore nella famiglia della vittima.
Un’aggressione senza collegamenti
Le indagini hanno rivelato che tra la vittima e l’aggressore non c’era alcun legame. I due non si conoscevano, e il movente dell’atto violento rimane per ora oscuro. La donna, residente a Mestre, era andata a Peseggia per salutare i genitori. Inizialmente, ha dichiarato di non avere nemici e di non sapere chi potesse essere responsabile dell’aggressione. Tuttavia, i carabinieri hanno scoperto che la vittima aveva ricevuto messaggi minatori in lingua macedone, che contestavano la sua relazione con un uomo sposato.
La vittima ha subito un danno fisico e psicologico grave.
Un’identificazione sorprendente
Il giovane macedone, classe 2004, è stato identificato grazie a una serie di dettagli raccolti attraverso le riprese delle telecamere di videosorveglianza e i tabulati telefonici. L’aggressore aveva utilizzato un cellulare usa e getta attivato la mattina stessa a Padova. La sua identità è stata confermata quando era già in carcere, arrestato per un motivo diverso. Il 22enne aveva in tasca 3.400 euro in banconote da cento, senza tessera per il prelievo di contanti, il che ha suscitato l’ipotesi che i soldi fossero il compenso per un lavoro su commissione.
La vittima è stata soccorsa da una donna del posto, che ha fornito una descrizione del colpevole. Gli specialisti hanno analizzato i vestiti dell’aggressore e hanno trovato tracce di acido chimico identiche a quelle che avevano danneggiato la vittima. Il 22enne, inoltre, si è ferito anche lui durante l’aggressione, con uno schizzo di acido che gli è finito sulla gamba. La famiglia, che ha base a Roma, ha confermato che la vittima era partita per la Macedonia nove giorni prima dei fatti. L’ipotesi di un mandato per tradimento rimane al momento l’unica spiegazione plausibile per l’aggressione. I carabinieri proseguono le indagini per chiarire i motivi e le responsabilità dell’atto violento.
La madre della vittima ha espresso sollievo per l’arresto dell’aggressore, ma ha anche sottolineato la gravità del gesto. «Nostra figlia si sta riprendendo», ha detto. «È tornata a casa, anche se deve presentarsi continuamente in ospedale per la terapia. Non ha ripreso a lavorare, la vita non è tornata alla normalità, per lei. Aspettiamo che la pelle si riformi, che possa superare le conseguenze di quello che ha subito. Rispetto a due mesi fa, però, sono passi avanti importanti: non è più isolata in una stanza. E oggi siamo tutti un po’ scombussolati dalla gioia di sapere che almeno l’esecutore materiale di quel gesto è stato assicurato alla giustizia».
La donna, residente a Mestre, era andata a Peseggia per salutare i genitori. Inizialmente, aveva raccontato alle forze dell’ordine di non avere alcun nemico, nessuna idea di chi potesse essere il responsabile di quel gesto tremendo. Tuttavia, i carabinieri hanno scoperto che la vittima aveva ricevuto messaggi minatori in lingua macedone, che contestavano la sua relazione con un uomo sposato.
La vittima ha subito un danno fisico e psicologico grave.
