Manifestazione a Castelfranco per Tania Terrin: «Dopo la sua morte, picco di richieste di aiuto»

Centinaia a Castelfranco per dire basta al femminicidio, dopo la morte di Tania Terrin.

Manifestazione a Castelfranco con centinaia di persone per denunciare il femminicidio e chiedere maggiore attenzione alle vittime
Manifestazione a Castelfranco con centinaia di persone per denunciare il femminicidio e chiedere maggiore attenzione alle vittime

La città di Castelfranco si è fermata per dire basta alla violenza sulle donne. Domenica, nella Torre Civica, si è tenuta una manifestazione in ricordo di Tania Terrin, la 39enne uccisa a Camponogara dall’ex fidanzato, e per tutte le vittime di femminicidio. Centinaia di persone hanno partecipato al presidio, con l’obiettivo di sensibilizzare l’opinione pubblica e chiedere maggiore attenzione alle donne in situazioni di pericolo. «Dopo la sua morte, picco di richieste di aiuto», ha sottolineato un rappresentante dei centri antiviolenza, riferendosi al crescente numero di donne che si rivolgono alle istituzioni per chiedere supporto.

Un aumento di casi in ospedale

Nel solo pronto soccorso di Montebelluna, questa settimana sono arrivate nove donne vittime di violenza da parte del partner o dell’ex. «Tre solo nello stesso giorno», ha spiegato Catia Morellato, referente aziendale dell’Usl Marca trevigiana. L’aumento dei casi ha spinto le istituzioni a rafforzare i servizi di supporto e a chiedere maggiore collaborazione tra enti locali e nazionali. «La partecipazione della famiglia di Vanessa Ballan, vittima di femminicidio, ha dato il segno di cosa significhi per una donna vivere una situazione di violenza», ha detto un rappresentante del Comune.

La violenza non è un problema isolato, ma una questione sociale che richiede un impegno collettivo. Le donne che si rivolgono ai centri antiviolenza spesso raccontano storie simili a quelle di Tania Terrin: relazioni tossiche, controlli ossessivi, maltrattamenti che si protraggono per anni. «Tante, probabilmente, hanno trovato il coraggio di chiedere aiuto dopo aver letto la storia di Tania», ha aggiunto Morellato, sottolineando come la sensibilità pubblica possa influenzare le scelte individuali.

La testimonianza delle vittime

La manifestazione ha visto la partecipazione di familiari e testimoni di vittime di femminicidio, tra cui la famiglia di Vanessa Ballan, uccisa a Spineda nel 2023. Le lacrime di mamma Roberta, il dolore composto di papà Stefano e le parole profonde del fratello Nicola hanno commosso i presenti. «Non sei sola», hanno letto ad alta voce i partecipanti, tenendo tra le mani cartelli con questa frase. «Siamo qui per dire basta alla violenza», hanno aggiunto i manifestanti, chiedendo maggiore attenzione alle donne in situazioni di pericolo.

La prevenzione passa attraverso l’educazione e il supporto concreto. «Sulla prevenzione, tramite l’educazione», ha sottolineato Morellato, ricordando che la violenza di genere non è solo un problema locale, ma una questione nazionale. «Serve anche il supporto delle forze dell’ordine: quando una donna va a denunciare non può venire scoraggiata o non presa sul serio», ha concluso la dottoressa, sottolineando l’importanza di un sistema di supporto efficace e reattivo. La sindaca Maria Ghimenton e l’assessora Serena Stangherlin hanno sottolineato l’importanza di una rete di supporto più capillare, coinvolgendo anche enti esterni come gruppi sportivi e società civili. «Dobbiamo essere tutti presenti, anche gli enti al di fuori del Comune, per ascoltare e prevenire in modo da non arrivare all’escalation a cui purtroppo stiamo assistendo», ha detto Stangherlin. «Gli episodi di questi giorni ci ricordano ancora una volta quanto sia necessario tenere alta l’attenzione e rafforzare ogni giorno la cultura del rispetto», ha aggiunto.

«Affinché il numero di donne uccise scenda a zero», ha concluso un rappresentante dei centri antiviolenza, ricordando che la violenza di genere non è solo un problema individuale, ma una questione sociale che richiede un impegno collettivo. La manifestazione di Castelfranco è stata un momento di riflessione e di chiamata a azione, con l’obiettivo di costruire un futuro in cui le donne non siano mai più vittime di violenza.