Alex Fiorio, l’uomo che sfidò i grandi del rally, lascia un’eredità di passione e formazione

Alex Fiorio, pilota e formatore del rally italiano, ha lasciato un’eredità di passione e formazione. Morto dopo una malattia.

Alex Fiorio, pilota e formatore del rally italiano, in un ambiente dedicato alla formazione
Alex Fiorio, pilota e formatore del rally italiano, in un ambiente dedicato alla formazione

Alessandro “Alex” Fiorio, pilota, team manager e formatore di giovani talenti, ha lasciato il mondo dei rally dopo una malattia che lo ha colpito negli ultimi mesi. La sua carriera, che si è sviluppata nel corso di oltre quarant’anni, è legata in modo particolare alla stagione della Lancia Delta nel Mondiale Rally. Fiorio, nato a Ceglie Messapica, ha vissuto un’epoca in cui il rally italiano era al vertice mondiale, e ha contribuito in modo significativo a mantenerne la leadership. La sua scomparsa chiude una storia sportiva che ha avuto la velocità come filo conduttore fin dall’adolescenza.

Una carriera legata alla Lancia Delta

Fiorio ha iniziato le sue esperienze nel motorsport con il Panda Ice Trophy e nel campionato dedicato alla Fiat Uno, ma è stato proprio con la Lancia Delta che ha costruito la parte più conosciuta della sua carriera. In un periodo in cui Lancia dominava il Mondiale grazie a un’organizzazione tecnica e sportiva di alto livello, Fiorio si è distinto come pilota e team manager, contribuendo al successo della squadra. Uno dei momenti più significativi della sua carriera è stato il Rally dei 1000 Laghi, oggi Rally di Finlandia, dove ha conquistato il titolo mondiale di Gruppo N, sfidando piloti come Tommi Mäkinen, destinato a diventare quattro volte campione del mondo WRC.

Un vertice nella stagione del 1989

Il risultato più prestigioso nella massima serie è arrivato nel 1989, quando Fiorio ha concluso il Campionato del Mondo Rally al secondo posto, alle spalle di Miki Biasion. Una stagione che lo ha inserito stabilmente tra i protagonisti dell’epoca d’oro del rally italiano. Nel complesso, Fiorio ha conquistato nove podi nel WRC, con sei secondi posti e tre terzi posti. Questi numeri, ottenuti in un contesto tecnico estremamente competitivo, testimoniano la sua abilità e la sua capacità di adattarsi alle sfide del motorsport.

La sua carriera non si è limitata al ruolo di pilota. Dopo il progressivo disimpegno di Lancia dai rally e una successiva esperienza con Ford, Fiorio ha trasferito le competenze maturate nelle competizioni verso la gestione sportiva. Nel 2000 è diventato team manager dell’Honda Benetton Playlife Racing Team nella classe 125 del Motomondiale, lavorando con figure di spicco come Masao Azuma, Mirko Giansanti e Stefano Bianco. Dal 2001 al 2004 ha poi passato al BMW Cibiemme Team, impegnato nei campionati FIA Super Produzione e Turismo, dimostrando una capacità di adattamento a contesti diversi.

Un progetto per i giovani: la Rally University

Dopo il trasferimento in Puglia, alla Masseria Camarda di Ceglie Messapica, Fiorio ha trasformato la sua esperienza agonistica in un progetto rivolto ai giovani. Insieme all’ex pilota Alex Bruschetta, ha creato la Rally University, una struttura dedicata alla formazione di nuovi piloti. L’obiettivo era fornire ai giovani competenze tecniche, come l’impostazione delle traiettorie e la gestione della vettura, in un ambiente dedicato alla formazione. Dallo stesso contesto è nata anche la Fiorio Cup, una competizione che ha visto partecipare alcuni dei nomi più importanti del rally contemporaneo.

La Rally University ha avuto un impatto significativo, con successi come quelli del pluricampione italiano Andrea Crugnola, Andrea Mabellini e, nel 2024, la vittoria di Kalle Rovanperä, campione del mondo rally nel 2022 e 2023. È forse proprio questa la parte più significativa dell’eredità lasciata da Fiorio. Dopo aver vissuto in prima persona una delle epoche più importanti del motorsport italiano, ha scelto di trasformare quell’esperienza in formazione e confronto tra generazioni. Con la sua scomparsa, si chiude una storia che ha avuto la velocità come filo conduttore fin dall’adolescenza. Alex Fiorio lascia la moglie Oxana, le figlie Mariapaola e Francesca, i genitori Cesare e Francesca, il fratello Cristiano, la sorella Giorgia e gli altri familiari. Con lui scompare uno dei protagonisti di una generazione che ha contribuito a rendere il rally italiano un riferimento mondiale, prima al volante e poi dall’altra parte del muretto, nella gestione e nella formazione sportiva.