Rissa all’alba in via Piave, residenti denunciano violenza e abuso di sostanze

Rissa tra tossicodipendenti in via Piave, residenti denunciano violenza e abuso di sostanze

Rissa tra tossicodipendenti in via Piave, residenti denunciano violenza e abuso di sostanze
Rissa tra tossicodipendenti in via Piave, residenti denunciano violenza e abuso di sostanze

Una rissa tra sei persone all’alba in via Piave ha scosso la comunità locale, con residenti che denunciano un clima di tensione e violenza crescente. La situazione, descritta come “calci, pugni e cocci di bottiglia”, ha suscitato preoccupazione tra i cittadini, che si trovano a convivere con la presenza di tossicodipendenti e spacciatori nel loro quartiere. Una residente ha espresso la sua frustrazione, affermando che “troviamo i tossicodipendenti nel giardino di casa” e che “qui abbiamo paura”.

Violenza e marginalità in via Piave

La rissa, avvenuta poco dopo le cinque del mattino, ha visto un gruppo di cittadini stranieri impegnati in una lite a colpi di bastoni e cocci di vetro, proprio davanti al negozio Halal della zona. Tra i partecipanti c’era anche una ragazza, anch’essa tossicodipendente, che ha contribuito alla situazione di tensione. La residente che ha segnalato l’episodio ha spiegato che si trattava di “volti noti”, tra tossici e spacciatori, che la comunità locale riconosce facilmente. La violenza, secondo lei, non è un evento isolato, ma parte di un contesto più ampio di marginalità e abuso di sostanze.

La farmacia diventa un presidio di supporto. Il titolare di una farmacia di via Piave ha sottolineato come la prostituzione e il spaccio siano diventati un problema crescente, con ragazze che si fermano davanti al suo esercizio per offrire servizi a 7 euro. “Sono sempre le stesse, è sconvolgente”, ha commentato. Secondo lui, i tossici e le prostitute si parlano con gli occhi, capendo chi può vendere una dose o offrire un servizio, e si spostano poi in aree laterali per accordarsi. La farmacia, pur non potendo fornire sostanze, cerca di aiutare chi entra, anche se il presidio medico non è sempre sufficiente.

Un piano per migliorare la sicurezza

Francesca Zaccariotto, vicesindaca e assessore alla Sicurezza, ha spiegato che il Comune sta lavorando per migliorare la situazione. “Puntiamo sull’elasticità del servizio di polizia”, ha detto, aggiungendo che per settembre è previsto un tavolo di discussione per programmare le azioni future. L’obiettivo è creare un approccio congiunto tra polizia e servizi sociali, in modo che i controlli non siano solo un semplice spostamento di personale, ma un momento di confronto tra soggetti in difficoltà e chi può aiutarli.

La comunità chiede un cambiamento. I residenti, in particolare quelli in pensione, si trovano a dover affrontare quotidianamente situazioni di tensione, spesso durante gli spostamenti o quando escono di casa. “Non se ne può più”, ha detto una donna, che ha raccontato di dover evitare le strade durante la mattina per non incontrare situazioni di pericolo. La situazione, aggravata dall’estate, ha reso il clima nella zona “molto peggiorato”, con un aumento del rischio di violenza e marginalità.

La comunità chiede interventi concreti per migliorare la sicurezza e ridurre la presenza di tossicodipendenti e spacciatori. La violenza, come raccontato da una residente, non è un evento isolato, ma parte di un contesto più ampio di marginalità e abuso di sostanze. La farmacia, pur non potendo fornire sostanze, cerca di aiutare chi entra, anche se il presidio medico non è sempre sufficiente. La situazione, aggravata dall’estate, ha reso il clima nella zona “molto peggiorato”, con un aumento del rischio di violenza e marginalità.