Domenico Erbaio vive in un ripostiglio di 4 metri quadrati con un affitto di 200 euro al mese
Un uomo di 46 anni vive in condizioni di disagio in un ripostiglio trasformato in camera, con un affitto di 200 euro al mese.

Domenico Erbaio, un uomo di 46 anni, vive in condizioni di disagio in un ripostiglio di 4 metri quadrati, trasformato in camera, con un affitto di 200 euro al mese. L’alloggio, messo a disposizione dal Comune di Casarsa, si trova all’interno di Palazzo Brinis, una struttura edilizia a servizio di più Comuni, destinata a risolvere momenti di difficoltà. L’uomo, che lavora come vigilante all’Eurospin a San Vito, guadagna circa 800 euro al mese, un reddito insufficiente per permettergli una vita dignitosa. L’affitto, pur essendo irrisorio, non copre i costi di vita, e la situazione si complica ulteriormente con la riduzione del salario e la sospensione dei buoni pasto.
Condizioni di vita precarie e mancanza di dignità
L’alloggio di Domenico è diviso con altre due persone, che occupano camere “normali”, mentre lui è destinato a un ripostiglio di quattro metri quadrati, due metri per due. «Non mi posso nemmeno girare, né mettere i vestiti per bene», racconta l’uomo, che mostra in un video la sua stanza, dove sono presenti valigie e immondizia. L’ambiente è soffocante, con un caldo estremo, e la situazione lo mette in una condizione di non dignità. L’alloggio, pur essendo temporaneo, è destinato a famiglie e lavoratori, italiani e stranieri, per periodi limitati, ma per Domenico non è sufficiente.
La sua stanza è un ripostiglio trasformato in camera, con spazio insufficiente per vivere con dignità.
Un sistema di accoglienza non adeguato
Francesco Perra, amico di Domenico, spiega che l’uomo ha subito diversi spostamenti, da “AI Tigli” a Savorgnano, fino al carcere di San Vito, dove è stato trasferito in questa situazione. «Non potrebbe stare lì, dovrebbe essere ospitato in Rsa, essere assistito», afferma Perra, che chiede all’amministrazione di trovare una soluzione più idonea. L’uomo, che ha un Isee al di sotto dei 21mila euro, è idoneo all’alloggio, ma la sua situazione non è migliorata. Lavora come vigilante, ma il salario è basso, e la sua disponibilità a cambiare lavoro non è sufficiente a risolvere il problema.
La paga di luglio è stata di 800 euro, mentre quella di agosto si presume sia più bassa. «Viene pagato 5-6 euro all’ora, lo hanno fatto lavorare meno ore e poi ha due giorni di riposo obbligati», spiega Perra. Inoltre, i buoni pasto, precedentemente concessi, sono stati improvvisamente sospesi, complicando ulteriore la sua situazione economica. L’amico cerca di migliorare la sua condizione, ma la strada è lunga e difficile.
La riduzione del salario e la sospensione dei buoni pasto aggravano la sua situazione economica.
La situazione di Domenico Erbaio rappresenta un caso emblematico di disagio sociale, dove le condizioni di vita non sono sufficienti a garantire un’esistenza dignitosa. L’alloggio, pur essendo un’opzione temporanea, non risponde alle esigenze di base di un individuo che vive in condizioni di povertà. La mancanza di supporto adeguato e la riduzione dei servizi come i buoni pasto aggravano ulteriormente la sua situazione. L’amico Francesco Perra, che cerca di aiutarlo, spera in una soluzione che possa permettere a Domenico di vivere in modo più dignitoso, ma la strada è ancora lunga.
- Domenico Erbaio vive in un ripostiglio di 4 metri quadrati con un affitto di 200 euro al mese.
- Lavora come vigilante e guadagna circa 800 euro al mese.
- La sua situazione è aggravata dalla riduzione del salario e dalla sospensione dei buoni pasto.
- Chiede all’amministrazione di trovare una soluzione più idonea per la sua vita.
