Crans-Montana, ultima paziente dimessa: dopo 224 giorni i 12 feriti tornano a casa
Dopo 224 giorni di cure, i 12 feriti dell’incendio di Crans-Montana tornano a casa. L’ultima paziente, Francesca, ha lasciato l’ospedale Niguarda.

Francesca, la studentessa milanese che ha trascorso 224 giorni al Centro Ustioni dell’ospedale Niguarda di Milano, ha lasciato l’ospedale dopo un lungo percorso di cure. Con la sua dimissione, si chiude la fase dei ricoveri per i 12 pazienti feriti nell’incendio di Capodanno a Crans-Montana. L’ultima paziente dimessa segna un traguardo importante per il sistema sanitario lombardo, che ha affrontato un’emergenza complessa e drammatica. La notizia è stata annunciata dall’assessore al Welfare Guido Bertolaso, che ha espresso soddisfazione e gratitudine per l’impegno dei professionisti coinvolti.
Un lavoro di squadra per salvare vite
Durante i primi giorni dell’emergenza, oltre 100 persone hanno lavorato contemporaneamente per salvare le vite dei feriti. Medici, infermieri, tecnici e personale amministrativo hanno collaborato in modo straordinario per garantire cure specialistiche e supporto psicologico. I pazienti, tra cui dieci giovani, sono stati trasferiti in elicottero da AREU e hanno ricevuto assistenza immediata al Pronto Soccorso e alla Terapia Intensiva del Niguarda. Il Centro Ustioni ha svolto un ruolo cruciale, offrendo cure di altissima complessità, con interventi chirurgici, sedute laser e medicazioni in sedazione.
La promessa fatta ai genitori è stata mantenuta. “Era la promessa che avevamo fatto ai genitori quella drammatica mattina”, ha ricordato Bertolaso. “Con attenzione e partecipazione questa vicenda: dal Presidente di Regione Lombardia Attilio Fontana alla Presidente del Consiglio Giorgia Meloni e al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, venuti in visita ai ragazzi e alle loro famiglie, portando la loro vicinanza e il loro sostegno in quei momenti cosi’ difficili.”
Un bilancio di numeri e impegno
Il bilancio delle cure comprende più di 50 interventi chirurgici e almeno una trentina di medicazioni in sedazione per ciascun paziente, oltre alle visite e alle sedute laser. La Banca dei Tessuti ha fornito oltre 25mila centimetri quadrati di cute per il trattamento delle ustioni. Dietro questi numeri c’è un lavoro intenso, con giornate e notti di fatica, scelte difficili e attenzione a ogni dettaglio. L’assessore Bertolaso ha espresso un grazie particolare a tutti i professionisti coinvolti, sottolineando l’impegno e l’umanità dimostrati.
La collaborazione tra enti ha reso possibile l’emergenza. I pazienti sono stati seguiti da pneumologia, malattie infettive, chirurgia plastica, riabilitazione e neuropsichiatria dell’infanzia e dell’adolescenza. Il sistema sanitario lombardo ha messo in campo competenze e risorse per garantire cure di alta qualità, con un impegno che ha coinvolto diverse istituzioni e professionisti. Le dimissioni non segnano la fine delle cure. Per alcuni dei ragazzi proseguiranno la riabilitazione fisica e psicologica, con interventi per recuperare la mobilità compromessa dalle cicatrici. Alcuni hanno già iniziato un percorso di chirurgia della mano con gli specialisti di Multimedica. “Ma sappiamo che il percorso non è ancora finito”, ha osservato l’assessore. “Le ferite hanno bisogno di tempo per guarire e, soprattutto, per tutti resta un lungo cammino di riabilitazione fisica e psicologica.”
Il dolore per le vite perse rimane un ricordo. “A Francesca, a tutti i ragazzi e alle famiglie va il nostro abbraccio più grande e a tutti coloro che hanno lavorato per loro, dal primo giorno fino a oggi, la nostra più profonda gratitudine”, ha concluso Bertolaso. “Ma non dobbiamo dimenticare, neppure per un attimo, che anche in questa giornata il nostro pensiero più commosso è però rivolto ai ragazzi che quella notte non ce l’hanno fatta e ai loro cari. Il dolore per quelle giovani vite spezzate resterà per sempre parte di tutti noi e ci deve spronare a fare di tutto perché tragedie del genere non accadano più.”
