Una lettera vaticana rivela un’altra faccia della conquista normanna del 1066

Una lettera vaticana rivela un’altra faccia della conquista normanna del 1066, collegando il sostegno papale a un conflitto religioso e politico.

Un documento vaticano mostra il legame tra conquista normanna e conflitto religioso nel 1066
Un documento vaticano mostra il legame tra conquista normanna e conflitto religioso nel 1066

Una lettera vaticana, di cui sono sopravvissuti alcuni estratti, ha rivelato un aspetto nuovo della conquista normanna del 1066, collegando il sostegno papale a Guglielmo di Normandia a un conflitto religioso e politico che divideva Roma. La lettera, scritta da Papa Alessandro II dopo l’ascesa al potere di Guglielmo, suggerisce che il sostegno al sovrano normanno non fosse solo legato a questioni dinastiche, ma anche a una lotta tra due papi rivali. L’analisi di Tom Licence, professore di Storia e Letteratura medievale all’University of East Anglia, ha portato a una nuova interpretazione degli eventi del 1066, che vede la conquista non solo come una battaglia per la corona, ma come parte di un conflitto più ampio che coinvolgeva l’intera cristianità occidentale.

Un conflitto religioso e politico che divideva Roma

La lettera, conservata in Vaticano, contiene estratti che riflettono il linguaggio retorico utilizzato da Alessandro II contro i suoi avversari. Secondo Licence, il Papa non si limitava a considerare Aroldo, re d’Inghilterra, un usurpatore o un uomo che aveva violato un giuramento, ma lo vedeva come un alleato di un nemico. “Agli occhi dei sostenitori di Papa Alessandro, non si trattava più semplicemente di una battaglia per la corona, ma di una lotta contro coloro che consideravano seguaci di Satana”, ha affermato lo storico. Questo quadro si inserisce nel contesto di un conflitto tra due papi rivali, Alessandro II e Onorio II, che si scontravano per l’autorità sulla Chiesa.

La lettera come documento di una lotta interna al papato

La lettera, scritta dopo l’ascesa al potere di Guglielmo, ripercorre il rapporto tra l’Inghilterra e il papato prima della conquista. In uno dei passaggi, Alessandro II sostiene che l’Inghilterra fosse stata sotto la protezione di San Pietro fino a quando un popolo “infiammato dall’orgoglio del padre Satana” non aveva allontanato gli inglesi dalla “via della verità”. Secondo Licence, queste parole acquistano un significato preciso se inserite nel contesto del conflitto tra Alessandro e Onorio. “Sebbene gli storici abbiano occasionalmente notato queste osservazioni, le hanno generalmente considerate riferimenti non spiegati”, ha detto lo storico. La lettera riflette quindi la retorica politica e religiosa utilizzata contro Onorio e i suoi sostenitori.

La lettera è parte di un registro di lettere papali andato perduto, ma alcune sono sopravvissute in forma di estratti. “L’intero registro delle lettere del Papa è andato perduto”, ha spiegato Licence. “Ma alcune sono sopravvissute sotto forma di copie o estratti. Due estratti di questa particolare lettera sono conservati in raccolte di rescritti papali”. Questi estratti, finora trascurati, hanno permesso a Licence di ricostruire un quadro diverso della conquista normanna, che non si limita a questioni dinastiche, ma si estende a una lotta tra poteri religiosi e politici.

Un’interpretazione europea della conquista normanna

La ricostruzione di Licence ha trovato riscontro anche tra altri studiosi. David Fergusson, Regius Professor of Divinity all’Università di Cambridge, ha ritenuto che il lavoro offra “una nuova prospettiva sulle più ampie correnti politiche che hanno contribuito agli eventi del 1066”. La conquista normanna, vista da Roma, non sarebbe stata soltanto una controversia sulla successione, ma un episodio di una lotta più vasta sul futuro della Chiesa europea. Anche Rory Naismith, docente di Storia inglese altomedievale all’Università di Cambridge, ha sottolineato la dimensione europea degli avvenimenti: “La conquista normanna non coinvolse solo gli inglesi e i normanni, ma fu legata agli sviluppi in tutta Europa”. Roma, ha aggiunto, era da tempo centrale nell’identità religiosa inglese e far emergere questa dimensione del 1066 costituisce un contributo significativo alla sua interpretazione.