L’eccidio di Sant’Anna di Stazzema ricordato da Mattarella e Tajani: “Simbolo dell’abisso della guerra”
Il presidente Mattarella e Tajani commemorano l’eccidio di Sant’Anna di Stazzema, ricordando la strage del 1944 e l’impegno per la pace.

Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella e il vicepremier Antonio Tajani hanno partecipato alla commemorazione dell’eccidio di Sant’Anna di Stazzema, avvenuto il 12 agosto 1944. L’evento, celebrato nell’anniversario della strage, ha visto il capo dello Stato sottolineare come l’atto di violenza rappresenti un simbolo dell’abisso della guerra, un momento in cui la dignità umana è stata cancellata e la pace minacciata. Mattarella ha ricordato che l’Italia, costruita sulla democrazia e la libertà, deve continuare a difendere i valori acquisiti attraverso la sofferenza e la resistenza.
Un simbolo dell’abisso della guerra
“Un simbolo dell’abisso in cui le guerre possono precipitare, cancellando la dignità dell’uomo, facendo prevalere l’orrore dell’annientamento”, ha detto Mattarella, riferendosi all’eccidio compiuto dai reparti delle Ss con la complicità dei fascisti. L’evento ha visto la partecipazione di diversi esponenti politici, tra cui il presidente del Senato Ignazio La Russa e il presidente della Camera Lorenzo Fontana, che hanno espresso dolore e rispetto per le vittime innocenti, tra cui donne, anziani e bambini. La commemorazione ha anche richiamato l’importanza della memoria come atto di responsabilità e di liberazione.
La strage di Sant’Anna di Stazzema ha visto l’uccisione di 560 persone, tra cui 130 bambini. Il presidente Mattarella ha sottolineato che la Repubblica ha il dovere di ricordare gli innocenti uccisi senza pietà, oltraggiando e bruciando i loro corpi. “In questo sacrario civile, come in altri luoghi di dolore, si trovano le radici della Repubblica”, ha affermato, ricordando come la comunità di Stazzema, dopo il dolore, sia riuscita a ritrovare fiducia grazie all’Italia e all’Europa. La guerra, ha aggiunto, è tornata a gettare la sua ombra sui nostri giorni, con propositi di dominio che si riaffacciano in forme inedite.
Un monito per il futuro
“Sono più che mai preziose le testimonianze e le coscienze capaci di trasmettere esperienze e valori”, ha sottolineato Mattarella, richiamando l’importanza di custodire i valori della pace e della libertà. La nota si conclude con un invito all’impegno civile: “Fare memoria, oltre che atto di responsabilità, è atto di liberazione che si rinnova”. La vittoria sul nazifascismo ha aperto la strada alla rinascita, ma le conquiste civili non sono acquisite una volta per tutte. Ogni generazione deve rinnovare e rinsaldare i presupposti etici e le ragioni di impegno.
Il vicepremier Antonio Tajani ha sottolineato che il ricordo di una tragedia non può essere vano. “Il sacrificio di queste persone, compresi i bambini neonati, non può essere vano, deve servire a costruire la pace”, ha detto. Tajani ha anche ricordato che l’Italia, costruttrice della democrazia e difensore della libertà, deve essere sempre più portatrice di pace. “L’Europa ci ha regalato ottant’anni di pace, ma nulla è scontato”, ha aggiunto, ricordando che il germe della violenza e delle dittature è sempre in agguato. “Cancellare l’odio significa lavorare per il rispetto delle persone”, ha concluso.
La commemorazione ha visto anche l’intervento del presidente del Senato Ignazio La Russa, che ha espresso dolore e rispetto per le vittime, senza riferimenti espliciti al nazifascismo. Il presidente della Camera Lorenzo Fontana ha ricordato che la strage è una pagina terribile della storia che richiama tutti al dovere di respingere ogni forma di odio e violenza. “La democrazia è un bene che va tutelato e difeso ogni giorno”, ha affermato, sottolineando l’importanza della memoria come atto di responsabilità e di liberazione.
