Controlli estivi della Finanza: bagnini pagati 2 euro l’ora, hotel abusivi e lavoratori in nero

Controlli estivi della Finanza: bagnini pagati 2 euro l’ora, hotel abusivi e lavoratori in nero

Finanza effettua controlli in località turistiche, scoprendo bagnini pagati 2 euro l’ora, hotel abusivi e lavoratori in nero
Finanza effettua controlli in località turistiche, scoprendo bagnini pagati 2 euro l’ora, hotel abusivi e lavoratori in nero

La guardia di finanza ha condotto controlli estivi in diverse località turistiche italiane, rilevando una serie di irregolarità che coinvolgono bagnini pagati 2 euro l’ora, hotel abusivi, stabilimenti balneari che non hanno mai versato l’Imu e lavoratori in nero. Le operazioni, effettuate in diverse regioni, hanno portato a sanzioni elevate e a misure di sospensione o cessazione dell’attività. I controlli hanno rivelato un sistema organizzato di sfruttamento del lavoro stagionale, con giovani in condizioni di bisogno che venivano sfruttati per lavorare in spiaggia. Inoltre, sono emersi casi di abusivismo ricettivo e caporalato, con conseguenze gravi per i lavoratori.

Abusivismo e lavoro nero in diverse regioni

Nelle località turistiche italiane, la Finanza ha individuato una serie di attività illegali che coinvolgono sia il settore ricettivo che il turismo balneare. A Bari, ad esempio, è emerso un sistema organizzato di sfruttamento dei lavoratori stagionali, con bagnini pagati tra i 2 e i 5 euro lordi l’ora. I giovani, spesso alla prima esperienza lavorativa, venivano costretti a restituire in contanti una parte dello stipendio indicato in busta paga, con il denaro utilizzato per pagare in nero altri lavoratori. Sono quattro le persone accusate di associazione a delinquere finalizzata allo sfruttamento del lavoro, tra cui un consulente del lavoro che ha “aggiustato” le buste paga.

Le misure adottate hanno incluso il divieto di esercitare la professione per il consulente e la sospensione dell’attività imprenditoriale per l’amministratore unico.

Hotel abusivi e violazioni fiscali a Roma Termini

Nella Capitale, nei pressi della stazione Termini, la guardia di finanza ha scoperto quattro strutture che operavano di fatto come alberghi senza averne l’autorizzazione. Tre erano registrate come affittacamere e una come locazione turistica. Le strutture violavano la normativa regionale, con stanze in eccesso rispetto al limite previsto e mancanza di informazioni obbligatorie. Inoltre, una delle strutture aveva 13 stanze e 34 posti letto, offrendo servizi tipicamente alberghieri. Al titolare sono state contestate mancanza di apertura della partita Iva, assenza delle scritture contabili e del registratore telematico.

Le sanzioni complessive hanno superato i 120mila euro, con l’obiettivo di garantire la conformità alle normative e proteggere i diritti dei cittadini.

Le violazioni sono state sanzionate con importi elevati, con l’obiettivo di garantire la conformità alle normative e proteggere i diritti dei cittadini. La Finanza ha inoltre disposto il sequestro preventivo dell’intero complesso societario, comprendente immobili, auto, rapporti finanziari e una concessione demaniale. Queste misure sono state adottate per garantire la trasparenza e la legalità nel settore turistico. Le operazioni di controllo hanno interessato anche altre regioni, come Vibo Valentia e Treviso, dove sono emersi casi di lavoro nero e violazioni fiscali. Tra gennaio e luglio 2026, le fiamme gialle hanno effettuato 16 controlli su altrettante attività commerciali nel Vibonese, identificando 98 lavoratori. Di questi, 30 erano completamente in nero, 13 erano impiegati irregolarmente, con contratti part-time che nascondevano un lavoro a tempo pieno o periodi di prova totalmente in nero.