Crosetto tenta di prolungare i mandati di Luongo e Portolano, ma il blitz fallisce

Crosetto cerca di bloccare il cambio al vertice militare, ma il provvedimento viene respinto al Cdm.

Ministro della Difesa tenta di prolungare i mandati di due vertici militari, ma il provvedimento viene respinto
Ministro della Difesa tenta di prolungare i mandati di due vertici militari, ma il provvedimento viene respinto

Il ministro della Difesa, Guido Crosetto, ha tentato di prolungare i mandati del comandante generale dell’Arma dei carabinieri, Salvatore Luongo, e del capo di Stato maggiore della Difesa, Luciano Antonio Portolano, ma il provvedimento è stato respinto al Consiglio dei ministri. L’obiettivo era di evitare al prossimo esecutivo di dover affrontare due nomine delicate per la sicurezza nazionale in un momento di transizione politica. Tuttavia, il sottosegretario alla presidenza, Alfredo Mantovano, ha ritenuto prematura l’azione, considerando l’ultima riunione prima delle vacanze estive. Il tentativo, seppur fallito, ha lasciato alcuni strascichi tra i ministri, soprattutto per l’interesse di Crosetto nel portare a termine l’operazione.

Un tentativo di prospettiva per la sicurezza

Il provvedimento, incluso nel menù dell’ultimo Consiglio di agosto, era parte del disegno di legge sulla capacità di difesa promosso da Crosetto. L’idea era di anticipare il rinnovo dei due incarichi, che scadono rispettivamente a novembre 2027 e settembre 2027. L’obiettivo era garantire continuità e allargare i tempi della scelta, evitando di affrontare due nomine delicate in un momento di transizione. Crosetto, che ha sempre espresso stima per Luongo e Portolano, ha visto nel provvedimento una strategia per blindare i due vertici anche in caso di un cambio di governo. Tuttavia, la mossa è stata considerata prematura, soprattutto dal punto di vista temporale.

Nonostante il fallimento del blitz di Crosetto, il provvedimento potrebbe essere riproposto in forma di emendamento durante l’iter in Parlamento. Il disegno di legge, infatti, ammette modifiche, e il ministro della Difesa non esclude un ulteriore tentativo. Tuttavia, il momento scelto per l’azione, l’ultima riunione prima delle vacanze, ha reso la mossa più delicata e, per alcuni, più sospetta. Alcuni osservatori hanno visto nel tentativo una volontà di stabilizzare i vertici militari anche in caso di un cambio di governo, un’ipotesi che non è mai stata confermata ufficialmente.

La nomina al Mase e il rinvio delle decisioni

Nello stesso Consiglio dei ministri è stata riproposta una questione relativa alla nomina di Ettore de Conciliis de Iorio, capo segreteria del sottosegretario Claudio Barbaro, come capo dipartimento del Pnrr al Mase. L’incarico, che si colloca nel ministero dell’Ambiente affidato a Gilberto Pichetto Fratin, è stato rinvio. Dopo la mancata nomina a direttore generale dell’Ispra, de Conciliis de Iorio punta a un ruolo alternativo, ma comunque significativo, nella gestione della fine del Piano nazionale di ripresa e resilienza.

La questione, seppur diversa, ha visto un’attenzione simile a quella riservata alle nomine militari, con un’attenzione al ruolo e alla continuità. Il rinvio delle decisioni ha lasciato aperto il dibattito su come gestire le nomine in un momento di transizione.Il fallimento del blitz ha lasciato un’impronta tra i ministri, soprattutto per l’interesse di Crosetto nel portare a termine l’operazione. Tuttavia, il provvedimento non è stato abbandonato, e potrebbe essere riproposto in un momento più opportuno. La questione delle nomine, seppur fallita questa volta, rimane un tema cruciale per la stabilità e la continuità del sistema di difesa nazionale.