Youssra, la bambina della luna e la scuola che l’ha accolta

Una bambina con una rara patologia genetica vive solo di notte, la scuola l’ha accolta con misure speciali.

Una bambina di tre anni, Youssra, vive a Bossolasco nel Cuneese e ha una rara patologia genetica che le impedisce di esporre la pelle ai raggi ultravioletti. Per questo motivo, può vivere solo di notte e deve schermare ogni centimetro di pelle di giorno. La scuola dell’infanzia della sua città ha adottato misure specifiche per accoglierla, garantendo un ambiente protetto e sicuro. La scuola ha installato lampade a led prive di emissioni Uv e pellicole filtranti alle finestre, permettendo a Youssra di frequentare le lezioni in condizioni di sicurezza. Con lei ne soffrono altre 60 persone in Italia, tutte affette da questa condizione rara.

Un ambiente protetto per la bambina della luna

Il Comune di Bossolasco ha pensato a Youssra e ha allestito un ambiente adatto alle sue esigenze. «Le aule e i corridoi sono stati dotati di lampade a led e abbiamo sistemato pellicole anti-Uv ai vetri delle finestre, così da proteggere la bambina», spiega il sindaco Franco Grosso. «Allo stesso tempo, però, riescono a garantire la luce nelle stanze, permettendo agli altri compagni di svolgere le varie attività. La nostra intenzione è replicare gli stessi interventi alle scuole elementari». L’obiettivo è creare un modello di inclusione che possa essere replicato in altre scuole, garantendo un’educazione accessibile a tutti, anche a chi ha bisogno di misure specifiche.

Un supporto scolastico personalizzato

Il dirigente scolastico Bruno Bruna ha spiegato che «la bimba è spensierata e gioca con i compagni in un ambiente sicuro». Nei primi giorni di scuola è stato consentito alla mamma di entrare e di passare del tempo con lei per aiutarla ad abituarsi al nuovo ambiente e spalmarle una pomata protettiva ogni due ore, operazione che oggi esegue il personale scolastico. «Da subito l’Ufficio scolastico provinciale ha garantito un’insegnante di sostegno che si alterna a un’assistente all’autonomia», spiega Bruna. Questo supporto mira a garantire non solo la sicurezza, ma anche l’integrazione sociale della bambina, permettendole di vivere la sua esperienza scolastica in modo naturale e sereno.

La famiglia di Youssra, che vive a Bossolasco, ha seguito un percorso di adattamento che ha visto la scuola e il Comune collaborare per creare un ambiente adatto alle sue esigenze. La mamma, Nohaila, ha raccontato che «sulle auto schermate la burocrazia è un muro: per la Motorizzazione non siamo in regola. Ogni revisione ci costringerebbe a rimuovere e riapplicare le pellicole protettive, con una spesa di circa 400 euro a volta, mentre le vetture con vetri oscurati di serie hanno prezzi proibitivi». Questo tipo di sfide non ha fermato la scuola e il Comune, che hanno dimostrato una forte volontà di supportare la famiglia e garantire a Youssra un ambiente di vita e di studio sicuro.

La storia di Youssra rappresenta un esempio di come l’inclusione possa essere realizzata attraverso misure specifiche e un impegno concreto. La scuola e il Comune hanno dimostrato di essere pronti a adattarsi alle esigenze di una bambina con una condizione rara, creando un ambiente in cui lei possa crescere, imparare e vivere in modo sereno. La sua esperienza potrebbe diventare un modello per altre scuole e comunità, dimostrando che l’inclusione non è solo un concetto, ma un impegno reale e concreto.