Vannacci condivide video AI con Mattarella per chiedere grazia a Roggero
Roberto Vannacci pubblica video deepfake con Mattarella per sollecitare la grazia presidenziale al gioielliere Mario Roggero. Il video circola sui social tra i sostenitori del generale.

Roberto Vannacci ha pubblicato sui social un video realizzato con intelligenza artificiale che ritrae il presidente della Repubblica Sergio Mattarella in una scena fittizia. Nel video, secondo quanto riportato da open.online, il capo dello Stato apparirebbe impegnato in una dinamica che coinvolge anche il gioielliere Mario Roggero. Il contenuto, generato tramite tecnologia deepfake, circola tra i sostenitori del generale e rappresenta un tentativo di sensibilizzare l’opinione pubblica sulla richiesta di grazia per Roggero.
La campagna social per la grazia a Roggero
La diffusione del video si inserisce in un contesto di mobilitazione attorno alla figura di Mario Roggero, al centro di una campagna che chiede l’intervento presidenziale per una grazia. Il video deepfake rappresenta un’escalation nella comunicazione digitale dei supporter del generale, che utilizzano tecnologie avanzate di manipolazione per amplificare il messaggio sui canali social. La scelta di coinvolgere Mattarella in una rappresentazione artificiale mira a enfatizzare l’appello al presidente della Repubblica, ricreando una scenografia in cui il capo dello Stato sembrerebbe direttamente coinvolto nella vicenda.
I fan di Vannacci hanno condiviso il contenuto in maniera virale, cercando di portare attenzione al caso di Roggero attraverso questa forma di comunicazione non convenzionale. Come riporta open.online, il video ha suscitato reazioni tra i seguaci del generale, che vedono nella pubblicazione un modo per sollecitare il dibattito pubblico intorno al tema della grazia.
L’utilizzo della tecnologia deepfake nel dibattito politico
L’episodio evidenzia come la tecnologia di sintesi video stia diventando uno strumento sempre piu frequente in ambito politico e social, anche quando impiegato per finalita di pressione istituzionale. La creazione di contenuti deepfake che raffigurano personalita pubbliche solleva questioni di credibilita dell’informazione e di conseguenze sulla percezione pubblica. Anche se il pubblico potrebbe riconoscere il carattere artificiale del video, la circolazione di simili materiali contribuisce a modificare la narrativa attorno a figure istituzionali come il presidente della Repubblica.

Questo utilizzo della sintesi AI per scopi di sensibilizzazione politica rappresenta un fenomeno ancora poco regolamentato nel panorama italiano. Le piattaforme social, pur avendo linee guida contro i contenuti ingannevoli, faticano a contenere la diffusione rapida di questi materiali, specie quando condivisi da profili con ampia visibilita e seguito numeroso.
La pratica di generare video artificiali di personalita pubbliche per veicolare messaggi politici rimane un’area grigia dal punto di vista normativo, dove la distinzione tra esercizio di libertà di espressione e potenziale disinformazione dipende dal contesto e dalle intenzioni dichiarate. Nel caso del video di Vannacci, l’intenzione dichiarata è quella di sollecitare attenzione verso la richiesta di grazia per Roggero, tuttavia il ricorso a una rappresentazione fittizia del capo dello Stato amplifica le questioni di responsabilita comunicativa legata all’uso di deepfake in ambito pubblico.
La vicenda si colloca in una fase dove il ricorso a intelligenza artificiale e sintesi video diventa progressivamente piu accessibile e diffuso tra attori politici e movimenti sociali, con implicazioni ancora in gran parte da esplorare sia sul piano della trasparenza informativa che su quello del rispetto dell’immagine di figure istituzionali.
