Trump sospende gli attacchi all’Iran: il timore dell’esaurimento dei missili Patriot

Secondo il New York Times, Trump frena l’escalation in Medio Oriente per non esaurire le scorte di difesa aerea. Intanto l’Iran conferma lo stop reciproco agli attacchi nei ultimi due giorni.

Bunker militare con mappe strategiche, ufficiali statunitensi in riunione, simboli di difesa aerea e conflitto internazionale
Bunker militare con mappe strategiche, ufficiali statunitensi in riunione, simboli di…

Gli Stati Uniti hanno sospeso i piani per un’intensificazione significativa dei propri attacchi contro l’Iran. Secondo quanto riporta il New York Times, la decisione di Donald Trump arriva dopo gli avvertimenti dei vertici militari statunitensi: proseguire gli attacchi avrebbe potuto esaurire pericolosamente le scorte di missili intercettori Patriot e altri sistemi di difesa aerea necessari a proteggere le forze americane nella regione mediorientale.

La sospensione americana trova riscontro anche dal lato iraniano. Un portavoce del governo di Teheran, Mohammad Akraminia, ha dichiarato alla televisione di Stato che gli ultimi due giorni hanno visto l’arresto dei raid americani, e che in risposta l’Iran ha fermato anche le proprie operazioni. “Poiché la nostra strategia si basa essenzialmente sulla ritorsione, abbiamo fermato anche le nostre operazioni”, ha spiegato il funzionario.

La prudenza iraniana sul cessate il fuoco

Nonostante lo stop reciproco agli attacchi, il governo iraniano mantiene una posizione cauta. Akraminia ha precisato che, dopo l’interruzione dei raid americani, “prevale lo scetticismo piuttosto che l’ottimismo” tra i vertici di Teheran, poiché l’opinione prevalente è che il cessate il fuoco sia di natura tattica e non rappresenti una tregua genuina.

Riguardo alle eventuali pressioni interne che avrebbero spinto gli Stati Uniti verso la moderazione, il New York Times suggerisce che potrebbe essersi rivelata determinante l’azione del vicepresidente americano JD Vance e del capo di Stato maggiore interforze, il generale Dan Caine, nel frenare ipotesi di escalation.

L’incertezza sulla condizione della Guida Suprema iraniana

Nel quadro di questa tregua di fatto, rimane aperta la questione della salute di Mojtaba Khamenei, la Guida Suprema dell’Iran eletto lo scorso 8 marzo. Gholam Ali Haddad Adel, membro del Consiglio per il Discernimento iraniano e suocero dell’ayatollah, ha assicurato all’agenzia Ilna che Khamenei è “in buona salute”.

La questione è delicata perché il cinquantaseienne non si vede in pubblico dal 28 febbraio, giorno di un attacco in cui perse il padre Ali Khamenei, predecessore alla guida suprema, e altri familiari stretti. Da allora comunica esclusivamente tramite messaggi scritti diffusi dai media statali. Gli sviluppi nelle prossime settimane potranno chiarire ulteriormente la situazione.