La Toscana apre la caccia ai piccoli di capriolo e agli ibis sacri, contestata da animalisti e associazioni

La Toscana ha aperto la caccia ai piccoli di capriolo e agli ibis sacri, suscitando reazioni forti da parte degli animalisti e delle associazioni ambientaliste.

Animalisti contestano la caccia ai piccoli di capriolo e agli ibis sacri in Toscana, preoccupati per l'impatto sull'ambiente
Animalisti contestano la caccia ai piccoli di capriolo e agli ibis sacri in Toscana, preoccupati per l’impatto sull’ambiente

La Toscana ha aperto la caccia ai piccoli di capriolo e agli ibis sacri, decisione che ha suscitato reazioni forti da parte degli animalisti e delle associazioni ambientaliste. L’annuncio, reso noto il 22 agosto 2026, ha suscitato proteste e preoccupazioni per l’impatto potenziale sulla fauna locale e sull’equilibrio ecologico. L’azione, prevista nella gestione faunistico-venatoria regionale, ha trovato opposizione da parte del Wwf e di altre organizzazioni che temono un danno irreparabile per alcune specie protette.

La caccia agli ibis sacri e ai cuccioli di capriolo

La decisione di aprire la caccia agli ibis sacri e ai piccoli di capriolo è stata giustificata come misura per contenere la presenza di una specie considerata alloctona e potenzialmente dannosa per la fauna autoctona. L’ibis sacro, in particolare, è accusato di predare uova e pulcini di altre specie, mettendo a rischio la biodiversità. Tuttavia, il provvedimento ha suscitato critiche per la sua portata e per i possibili effetti collaterali. «Si tratta di un vero e proprio sterminio indiscriminato», ha scritto un esponente di Noi Moderati, sottolineando che in questo periodo i cuccioli non sono svezzati e l’abbattimento della madre comporta la morte anche dei neonati.

Le preoccupazioni per l’ibis eremita e altre specie

Le associazioni ambientaliste, tra cui il Wwf, hanno espresso preoccupazione per l’impatto della caccia non solo sugli ibis sacri, ma anche su altre specie che frequentano le stesse aree. «Aprendo la caccia all’ibis sacro si crea un grosso danno per tante altre specie come l’airone e l’ibis eremita», ha dichiarato Guido Scoccianti, delegato regionale del Wwf. L’ibis eremita, specie originaria della fauna europea, è al centro di un importante progetto internazionale di reintroduzione. Il rischio, secondo il delegato, è che la presenza dei cacciatori e il rumore degli spari possano disturbare o addirittura confondere questa specie, mettendo a repentaglio il lavoro svolto finora.

La caccia al capriolo, invece, è prevista per l’intera stagione e include anche l’abbattimento di femmine e piccoli. Questo aspetto ha suscitato forti critiche da parte della Leidaa, la Lega italiana per la Difesa degli Animali e dell’Ambiente. «È una strage crudele», ha affermato la presidente Michela Vittoria Brambilla, che ha definito il provvedimento un “regalo alle lobby dei cacciatori da parte della Regione Toscana”. L’associazione sostiene che la caccia indiscriminata possa compromettere la riproduzione della specie e ridurre la popolazione in modo irreversibile.

La questione non riguarda solo la fauna, ma anche l’ambiente e la conservazione. Le associazioni chiedono una revisione del provvedimento, sottolineando che la caccia non deve essere vista come una soluzione semplice, ma come un intervento che richiede una valutazione approfondita e una gestione responsabile. «La fauna non è un problema da risolvere con la forza», ha affermato un esponente del movimento animalista, ricordando che la biodiversità richiede un approccio equilibrato e rispettoso.