Tassateci di più: lettera di 120 milionari britannici al governo Starmer
120 milionari britannici, tra cui Gary Lineker e Brian Eno, chiedono al governo di aumentare le tasse sui grandi patrimoni. La proposta dei Patriotic Millionaires potrebbe generare 24 miliardi di sterline.

Centoventi milionari britannici hanno sottoscritto una lettera pubblica al governo chiedendo di aumentare il carico fiscale su chi possiede grandi patrimoni. Tra i firmatari figurano Gary Lineker, storico attaccante della nazionale inglese e volto televisivo di “Match of the Day”, e il musicista Brian Eno. La richiesta rovescia il consueto dibattito sulla tassazione: non è una protesta contro balzelli più alti, bensì un appello esplicito per pagare imposte maggiori, sostenuti dal movimento Patriotic Millionaires, che raccoglie facoltosi cittadini convinti della necessità di riforme fiscali strutturali.
La proposta tecnica degli aderenti si concentra su forme di tassazione patrimoniale. L’ipotesi principale prevede un’imposta del 2% sui patrimoni superiori a 10 milioni di sterline, che secondo le stime del gruppo potrebbe versare circa 24 miliardi di sterline annui nelle casse pubbliche. Altre analisi precedenti avevano stimato che un prelievo mirato alle 350 famiglie più ricche del Paese, inclusi 156 miliardari, potrebbe generare fino a 15 miliardi di sterline, cifre che testimoniano il potenziale economico di una riforma di questo tipo.
Il ragionamento dei ricchi britannici
Secondo quanto sostenuto da Lineker, contribuire attraverso le tasse rappresenta parte dell’identità britannica. L’ex calciatore sottolinea come oggi il peso fiscale gravi soprattutto sui cittadini comuni, mentre chi possiede patrimoni più consistenti potrebbe incrementare il proprio contributo. Lineker sostiene che è quanto la maggior parte dei ricchi vorrebbe fare.
Una ricerca commissionata dai Patriotic Millionaires e condotta da Survation fornisce dati a supporto di questa posizione: tre milionari su quattro si dichiarerebbero disposti a pagare più tasse proprio per tutelare il sistema sociale, economico e culturale del Regno Unito. L’indagine suggerisce dunque che la richiesta non rappresenta un’eccezione isolata, ma rispecchia una tendenza più larga tra i facoltosi britannici, almeno secondo questo sondaggio.
Lo stesso Burnham, primo ministro del governo attualmente al potere, in un’intervista proprio con Lineker aveva già manifestato apertura verso l’idea di una tassa patrimoniale. Tuttavia, aveva anche precisato di non voler alimentare divisioni sociali né presentarsi come un leader intenzionato a colpire un gruppo specifico di cittadini, segnalando così una cautela nei confronti di una misura che potrebbe essere percepita come divisiva.
Le resistenze e i timori del governo
Non tutti condividono questa visione. Il ministro del Commercio Jonathan Reynolds ha bollato l’idea come irragionevole, sostenendo che il governo avrebbe già aumentato il contributo richiesto ai più ricchi attraverso altre strade: dalle tasse sui jet privati alle modifiche dell’imposta di successione. La sua posizione riflette il timore che misure di tassazione patrimoniale possano generare conseguenze indesiderate.
Chi si oppone alla tassa patrimoniale teme che una misura simile incoraggi i più ricchi a spostare i grandi patrimoni fuori dal Regno Unito. Questo rischio della cosiddetta “fuga di capitali” è uno degli argomenti ricorrenti contro le imposte sul patrimonio: il timore che i benestanti, anziché accettare una tassazione più elevata, scelgano di trasferire i loro beni e investimenti verso giurisdizioni fiscali più favorevoli, riducendo così il gettito complessivo e privando il Paese di talenti e risorse.
Il contesto della riforma fiscale
La lettera dei 120 milionari giunge in un momento in cui il dibattito sulla progressività del sistema fiscale britannico è tornato al centro dell’agenda politica. Le pressioni sui servizi pubblici, in particolare il Servizio Sanitario Nazionale, richiedono risorse significative, e la ricerca di nuove entrate fiscali senza penalizzare i redditi medi rappresenta una sfida cruciale per qualunque governo.
L’iniziativa dei Patriotic Millionaires rappresenta un tentativo di spostare il fuoco dal tema della tassazione come punizione verso una visione di responsabilità condivisa. Il messaggio sotteso è semplice: aumentare le tasse sui grandi patrimoni non come vendetta redistributiva, bensì come contributo volontario di chi ha di più verso la stabilità del sistema nel suo complesso. Resta tuttavia aperto il quesito se il governo farà propria questa istanza o continuerà a privilegiare altri strumenti per reperire risorse.
