Talco classificato come probabile cancerogeno: nuove evidenze e risarcimenti per Johnson & Johnson
Talco classificato come probabile cancerogeno: nuove evidenze e risarcimenti per Johnson & Johnson. La IARC ha aggiornato la sua valutazione e la multinazionale ha pagato 5,5 miliardi di dollari per risarcire le vittime.

Johnson & Johnson ha raggiunto un accordo per risarcire 76.000 richieste legali, pagando 5,5 miliardi di dollari per i danni causati dal talco, classificato come probabile cancerogeno. La decisione segue una revisione dell’Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro (IARC), che nel 2024 ha aggiornato la sua valutazione, spostando il talco dalla categoria dei «possibili cancerogeni» a quella dei «probabili cancerogeni». L’aggiornamento ha riacceso il dibattito sull’uso del prodotto, in particolare per quanto riguarda il rischio di tumori ovarici.
La classificazione del talco da parte dell’IARC
L’IARC, parte dell’Organizzazione mondiale della Sanità (Oms), ha riconsiderato i dati disponibili sul talco, riconoscendo un rischio maggiore rispetto al passato. La classificazione del talco come «probabile cancerogeno» (gruppo 2A) indica che esiste una prova sufficiente che possa causare il cancro negli esseri umani. Questa decisione ha riacceso preoccupazioni, soprattutto in relazione all’uso del talco in prodotti cosmetici, come il famoso Baby Powder. Secondo l’IARC, il talco contiene agenti infiammatori che possono diffondersi dagli organi genitali esterni a quelli interni femminili, causando infiammazioni croniche che potrebbero favorire la formazione di tumori. Questa ipotesi è supportata da studi scientifici che collegano l’uso prolungato del talco a un aumento del rischio di tumori ovarici.
Risarcimenti e battaglia legale
La multinazionale Johnson & Johnson ha pagato 72 milioni di dollari nel 2016 alla famiglia di Jacqueline Fox, morta di tumore all’ovaio, a causa dell’uso del talco. Oggi, la società ha raggiunto un accordo per chiudere decine di migliaia di cause legali, pagando un totale di 5,5 miliardi di dollari. Questo risarcimento segue una battaglia legale che ha durato un decennio, con accuse che il talco potrebbe contenere tracce di amianto, un noto cancerogeno.
Johnson & Johnson aveva già raggiunto accordi in precedenti cause legali, in cui si era riconosciuta responsabile per la presenza di amianto nel talco, un fattore associato al mesotelioma, un tumore aggressivo che colpisce i polmoni. Tuttavia, il talco in commercio in Europa è oggi controllato e privo di amianto, grazie a normative rigorose introdotte a partire dal 1973.
Consigli per l’uso del talco
Nonostante il talco non sia classificato come «sicuramente cancerogeno», gli esperti consigliano di evitarne l’uso, soprattutto per bambini e donne. «Direi che è prudente evitarne l’uso alla luce delle nuove evidenze: è vero che non parliamo di una sostanza sicuramente cancerogena, ma non ha molto senso rischiare», ha affermato Domenica Lorusso, direttore della Ginecologia Oncologica di Humanitas San Pio X. Il talco, pur essendo un minerale naturale composto da magnesio, silicio e ossigeno, quando combinato con l’acido borico, può creare un prodotto cosmetico con proprietà assorbenti e antisettiche. Tuttavia, il rischio potenziale legato all’uso prolungato ha portato a una revisione della sua classificazione e a una maggiore attenzione da parte dei consumatori e delle autorità sanitarie.
