Stati generali della pesca e dell’acquacoltura: la Regione Emilia-Romagna lancia un confronto strategico
La Regione Emilia-Romagna presenta gli Stati generali della pesca e dell’acquacoltura per un confronto su futuro e sostenibilità del settore.

La Regione Emilia-Romagna ha lanciato oggi a Bologna gli Stati generali della pesca e dell’acquacoltura, un’iniziativa volta a costruire una strategia per il futuro del settore, partendo dai numeri e dall’ascolto di chi opera in mare, negli allevamenti e lungo l’intera filiera. L’evento, promosso da viale Aldo Moro nell’ambito del Programma nazionale Feampa 2021-2027, è stato presentato dal presidente della Regione, Michele de Pascale, e dall’assessore regionale all’Agricoltura, Caccia e Pesca, Alessio Mammi, insieme al professor Giulio Malorgio dell’Università di Bologna e al direttore di Art-ER, Roberto Righetti. L’obiettivo è aprire un confronto vero sul futuro del settore, con l’obiettivo di costruire risposte non solo emergenziali ma strutturali.
Un settore strategico per l’economia regionale
La pesca e l’acquacoltura rappresentano un settore strategico per l’Emilia-Romagna, con un peso nazionale rilevante. Nel 2024, la flotta regionale ha contato 574 imbarcazioni, al netto delle unità asservite agli impianti di acquacoltura, e ha realizzato 14,7mila tonnellate di catture. La flotta emiliano-romagnola, pur rappresentando il 5,1% dei battelli italiani, ha prodotto il 12,4% delle quantità pescate a livello nazionale, collocando l’Emilia-Romagna al terzo posto tra le regioni italiane. Un dato che conferma il peso della pesca regionale in termini di volumi, con caratteristiche legate anche alla composizione del pescato.
Un peso che emerge anche dai dati economici delle società di capitali e delle cooperative della filiera, che nel 2024 hanno generato complessivamente oltre un miliardo di euro di ricavi e più di 87 milioni di valore aggiunto. La filiera è caratterizzata da una specializzazione particolarmente forte nell’acquacoltura marina, dove operava il 64,3% delle imprese del settore regionale. Nel 2024, la produzione della branca pesca e acquacoltura ha raggiunto 71,2 milioni di euro, con 33,7 milioni di valore aggiunto.
Un percorso di ascolto e innovazione
Con gli Stati generali, la Regione intende aprire un percorso di conoscenza, ascolto e confronto che coinvolgerà imprese, cooperative, associazioni, consorzi, marinerie, operatori della trasformazione e della commercializzazione, mercati ittici, enti locali, università e centri di ricerca, insieme alle istituzioni nazionali ed europee. Tre gli appuntamenti in programma lungo la costa emiliano-romagnola, che inizieranno venerdì 25 settembre a Goro (Fe), con l’incontro dedicato a “L’acquacoltura tra cambiamento climatico e specie invasive”. L’obiettivo è mettere a confronto le specificità delle diverse marinerie e delle aree produttive regionali, trasformando l’esperienza diretta degli operatori in proposte per le politiche dei prossimi anni.
La Regione ha investito quasi 40 milioni di euro con la programmazione Feampa 2021-2027, oltre al pieno utilizzo delle risorse precedenti e agli investimenti regionali, pari a 5 milioni di euro, per contrasto alle calamità come granchio blu, anossia e mucillagine. Non possiamo permettere che, proprio mentre le nostre marinerie affrontano la transizione ambientale, energetica e tecnologica, si riduca la capacità di investimento delle politiche europee. Difendere la redditività e il lavoro di questo settore significa difendere il futuro di una filiera strategica dell’Emilia-Romagna.
La Regione intende sostenere le imprese e il lavoro, accompagnare l’innovazione e il ricambio generazionale e affrontare trasformazioni ambientali ed economiche sempre più rapide. L’obiettivo è costruire le condizioni perché le 2.500 imprese e gli oltre 4mila addetti possano programmare, investire e innovare, mantenendo prospettive economiche e produttive nel tempo. Il confronto si estende fino a Roma e Bruxelles, mentre si apre il dibattito sulla futura programmazione europea dopo il 2027. La pesca e l’acquacoltura hanno bisogno di risorse chiare, adeguate e direttamente accessibili. La Regione seguirà con attenzione il negoziato sulla programmazione comunitaria 2028-2034, con l’obiettivo di garantire risorse stabili e accessibili per il settore.
