I segni e le storie, la mostra sui coltelli al Bastione di San Marco di Castel Sant’Angelo

Al Bastione di San Marco di Castel Sant’Angelo apre la mostra “I segni e le storie” dedicata ai coltelli e alla Roma inquieta tra Seicento e Ottocento. Un nuovo spazio espositivo nel percorso di visita del monumento.

Castel Sant'Angelo a Roma, sede della mostra I segni e le storie
Bastione di San Marco a Castel Sant’Angelo con allestimento espositivo, visitor in…

Un nuovo spazio espositivo si aggiunge al percorso di visita di Castel Sant’Angelo a Roma. Il Bastione di San Marco apre al pubblico la mostra “I segni e le storie – Scene di una Roma inquieta tra Seicento e Ottocento”, un’esposizione che racconta la capitale attraverso una prospettiva insolita: quella dei coltelli e degli oggetti che ne documentano la storia sociale e culturale.

Un nuovo sguardo su Roma attraverso gli artefatti

L’allestimento propone un viaggio nel tempo che abbraccia più di due secoli della vita romana. I visitatori potranno scoprire come oggetti comuni come i coltelli siano testimoni privilegiati delle dinamiche urbane e dei costumi della città nel periodo compreso tra il Seicento e l’Ottocento. La mostra intende restituire, attraverso questi reperti, le storie e i segni di una Roma attraversata da trasformazioni sociali e culturali.

L’apertura del Bastione di San Marco come spazio espositivo rappresenta un’espansione del tradizionale percorso di visita di Castel Sant’Angelo, uno dei monumenti più significativi della Capitale. La scelta di dedicare questo nuovo ambiente a un tema specifico – i coltelli e le scene della vita romana in epoca moderna – riflette l’approccio innovativo della gestione culturale del sito, che attraverso oggetti quotidiani mira a illuminare aspetti meno noti della storia urbana.

La mostra offre ai visitatori l’occasione di riflettere su come gli artefatti materiali, anche i più semplici, possano raccontare storie complesse e articolate sulla vita, le abitudini e i conflitti di una comunità storica. In questo caso, Roma tra il Seicento e l’Ottocento emerge come una città inquieta, attraversata da cambiamenti che trovano traccia proprio negli oggetti esposti.