Scontri No Tav a Chiomonte, decine di agenti feriti e scontro politico

Violenti scontri al cantiere Tav di Chiomonte con decine di feriti tra le forze dell’ordine. Il Capo dello Stato esprime vicinanza. Divide il dibattito politico su sicurezza e responsabilità.

Manifestanti incappucciati presso il cantiere Tav, scontri con forze dell'ordine
Manifestanti incappucciati presso il cantiere Tav, scontri con forze dell’ordine

Episodi di violenza hanno interessato il cantiere Tav di Chiomonte, con decine di agenti delle forze dell’ordine rimasti feriti durante gli scontri. Il Capo dello Stato ha espresso la propria vicinanza agli agenti colpiti. Manifestanti incappucciati hanno attaccato il cantiere di San Didero, utilizzando pietre e bombe carta nell’escalation dei disordini.

Le reazioni politiche divise sulla sicurezza

La vicenda ha innescato un dibattito intenso sulle responsabilità politiche. Matteo Renzi, attraverso Italia Viva, condanna le violenze affermando che i responsabili devono affrontare le conseguenze legali delle loro azioni. Tuttavia, la senatrice Silvia Fregolent della stessa forza politica solleva interrogativi sui decreti sicurezza del governo, chiedendo come mai non abbiano prodotto risultati: “Meloni e Salvini hanno venduto i decreti Sicurezza come la soluzione a tutto”.

Posizioni diverse arrivano da altre forze: il deputato della Lega Eugenio Zoffili richiede l’approvazione della proposta di legge che equipara antifa e antagonisti alle organizzazioni terroristiche. Matteo Salvini, dal canto suo, chiede una “mano pesante contro questi criminali”.

Lo scontro sulla responsabilità dell’opera

Il ministro della Salute ribadisce che la guerriglia in val di Susa contro le forze dell’ordine va condannata senza eccezioni. Tuttavia, emerge una critica rivolta al governo: secondo quanto riferito, la sicurezza non si misura dal numero dei decreti approvati, bensì dalla capacità dello Stato di prevenire e fermare concretamente la violenza.

Da sinistra arriva anche una controreplica alle strumentalizzazioni del governo. Maran sottolinea l’incongruenza di attribuire connivenza con gli scontri a chi, storicamente, ha sempre sostenuto l’opera: “inqualificabili le strumentalizzazioni del Governo che attribuiscono a chi, da sinistra, ha sempre voluto quest’opera una connivenza con gli scontri avvenuti”.