Sci, Brignone: “Il mio corpo non si riprenderà mai completamente
Federica Brignone confessa in un’intervista i postumi dell’infortunio di fine 2025. La campionessa azzurra guarda con realismo alla stagione 2026-2027.

Federica Brignone affronta il tema dei postumi del grave infortunio subito a Moena alla fine del 2025 con una franchezza che non lascia spazi a illusioni. In un’intervista al quotidiano francese L’Équipe, la campionessa azzurra dello sci alpino ha espresso consapevolezza sulla realtà della sua situazione fisica: il suo corpo non si riprenderà mai completamente da quanto accaduto. Una dichiarazione che rivela come la valdostana stia affrontando con realismo gli effetti persistenti dell’infortunio alla gamba sinistra e come questo condizioni la sua preparazione in vista del futuro.
La Brignone, reduce da una straordinaria doppietta d’oro in SuperG e gigante, era stata una delle assolute protagoniste della stagione sciistica prima dell’incidente. L’infortunio ha rappresentato un punto di svolta importante nella sua programmazione atletica. La preparazione in corso rimane condizionata dai postumi che continueranno a influenzare il suo lavoro, costringendo la campionessa a fare i conti con limitazioni che non potranno essere completamente superate nel breve termine.
Incertezza verso la prossima stagione
Quello che emerge dalle parole di Brignone è un atteggiamento di estremo realismo rispetto ai tempi di recupero e alle prospettive agonistiche. La stessa atleta ha sollevato dubbi sulla sua presenza nella stagione 2026-2027: “Non so se ci sarò la prossima stagione”, ha dichiarato secondo quanto riferito da askanews. Una frase che sintetizza l’incertezza che caratterizza il momento e le difficoltà nel prevedere il percorso di recupero con precisione.
La situazione di Brignone rappresenta una delle sfide più complesse nel mondo dello sci alpino: il ritorno alla competizione dopo un infortunio grave non è soltanto una questione di riabilitazione fisica, ma comporta anche valutazioni tattiche e di gestione della carriera. La valdostana sta affrontando questa fase con la consapevolezza che alcuni effetti dell’infortunio rimarranno permanenti, indipendentemente dal lavoro svolto nei prossimi mesi.

Il contesto del recupero e le implicazioni
L’intervista a L’Équipe consente di comprendere come la preparazione proceda in un contesto completamente diverso rispetto a quello precedente all’incidente. Non si tratta solo di una questione temporale legata al ritorno ai tracciati gara, ma di una necessaria ricalibrazione delle aspettative e degli obiettivi atletici. La gamba sinistra continuerà a rappresentare un elemento critico nella programmazione dell’allenamento e nella gestione dell’impegno agonistico.
La storia di Brignone, con la sua doppietta d’oro nel SuperG e nel gigante, mette in evidenza quanto la campionessa fosse in una fase di eccellenza prima dell’infortunio. L’accaduto a Moena ha interrotto una traiettoria positiva, imponendo una riflessione su cosa sia realisticamente possibile conseguire nel prosieguo della carriera. La trasparenza nel comunicare i limiti rappresenta una scelta consapevole della campionessa, che preferisce affrontare pubblicamente la situazione piuttosto che alimentare false speranze.
Il periodo che precede la stagione 2026-2027 diventa cruciale per valutare concretamente il livello di recupero funzionale. Le sensazioni durante l’allenamento, la risposta del corpo agli stimoli e la capacità di tollerare i carichi di lavoro tipici dello sci alpino saranno i veri indicatori per prendere decisioni sulla prosecuzione della carriera. Brignone sta seguendo questo percorso con gli occhi aperti sulla realtà, conscia che alcune compromissioni fisiche potranno solo essere gestite e migliorate, non eliminate del tutto.
