Inchiesta arbitri

Dalle intercettazioni della Procura di Milano emerge che l’Inter avrebbe chiesto di escludere arbitri ritenuti sfortunati. Archiviazione per il club, ora procura federale valuta la frode sportiva.

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Fascicoli e documenti su scrivania ufficio, indagini su designazioni calcistiche italiana
Fascicoli e documenti su scrivania ufficio, indagini su designazioni calcistiche italiana

La Procura di Milano scopre dalle intercettazioni che l’Inter avrebbe chiesto l’esclusione di arbitri considerati “porta sfortuna” dalle designazioni per le proprie partite. I dettagli dell’inchiesta sul sistema delle nomine arbitrali, condotta dalla Guardia di Finanza, si aggiungono mese dopo mese al quadro di una pratica che le indagini descrivono come interferenza nei confronti di figure chiave della governance calcistica italiana. Nonostante questo, la Procura milanese dispone l’archiviazione nei confronti del club nerazzurro, mentre il fascicolo si sposta ora verso la procura federale per le valutazioni sulla possibile frode sportiva.

Il quadro dalle intercettazioni: interferenze senza sistema strutturato

Secondo quanto riferito da Adnkronos, gli investigatori hanno ricostruito attraverso i dialoghi intercettati una dinamica dove il club avrebbe avanzato richieste specifiche sulle designazioni arbitrali. In particolare, dalle conversazioni emerge la volontà dell’Inter di escludere determinati direttori di gara dalle proprie partite perché ritenuti portatori di sfortuna. Tuttavia, il procuratore Marcello Viola, nel suo comunicato, sottolinea un aspetto rilevante: manca la prova di un “sistema strutturato” volto a interferire sistematicamente sulle nomine.

Questa distinzione risulta cruciale dal punto di vista investigativo e processuale. L’assenza di un meccanismo organizzato differenzia l’interferenza episodica da quella che costituirebbe una vera e propria combine, elemento che influenza sia le valutazioni della giustizia ordinaria che quella sportiva. I pm hanno ritenuto, quindi, di non poter configurare nei confronti della società un reato strutturato, giustificando la decisione di archiviazione.

Il caso di Torino-Inter e le altre partite sotto scrutinio

Nel novero delle partite finite sotto i riflettori della Procura figura la designazione dell’arbitro Maurizio Mariani per la gara Torino-Inter del 26 aprile. Gli investigatori ipotizzano che la scelta di Mariani sia avvenuta solo dopo il previo consenso dell’Inter. Questo rappresenta uno dei casi specifici su cui la Procura ha concentrato l’attenzione, cercando di individuare meccanismi concreti di interferenza nelle nomine.

Parallelamente, il capitolo relativo alle cosiddette “bussate” alla sala Var di Lissone si sposta ora verso la competenza della Procura di Monza. Questa vicenda riguarda direttamente il luogo fisico dove operano gli arbitri e il sistema di revisione delle decisioni arbitrali, aspetto che rivela una potenziale portata ancora più ampia delle presunte interferenze.

L’ex designatore Gianluca Rocchi procede verso l’archiviazione anche nei suoi confronti. I pm, infatti, concludono che non vi siano prove di una combinazione diretta tra Rocchi e altre figure chiave come l’ex presidente della Figc Gabriele Gravina, non indagato. Le intercettazioni agli atti, secondo quanto riferito da fonti qualificate come riferisce Adnkronos, contengono soltanto riferimenti al ruolo di Gravina, senza evidenziare accordi diretti tra le parti.

Fascicoli e documenti su scrivania ufficio, indagini su designazioni calcistiche italiana, immagine di approfondimento
Fascicoli e documenti su scrivania ufficio, indagini su designazioni calcistiche italiana

I riferimenti a Gravina: cosa emerge dalle intercettazioni

Benché Gabriele Gravina non sia indagato, il suo nome ricorre nelle conversazioni intercettate durante l’inchiesta. I riferimenti emergono dagli atti, ma non forniscono la base probatoria per configurare una partecipazione diretta ai fatti ipotizzati nei confronti di altri soggetti. Questo aspetto rappresenta uno dei nodi critici dell’inchiesta: l’incapacità di provare un coinvolgimento documentato attraverso dialoghi espliciti tra il numero uno della Figc e gli altri protagonisti della vicenda.

Dal tribunale ordinario alla giustizia sportiva: il passaggio cruciale

L’archiviazione da parte della Procura di Milano non conclude la vicenda, ma la trasferisce su un altro piano. Le carte passano ora alla procura federale della Figc, organo incaricato di valutare eventuali violazioni della regolarità della competizione e ipotesi di frode sportiva. In questa sede, le soglie di provabilità potrebbero risultare diverse rispetto a quelle della giustizia ordinaria.

La procura federale dovrà decidere se quanto emerge dalle intercettazioni e dalle altre evidenze investigative configuri una violazione tale da compromettere l’integrità delle gare esaminate o se, al contrario, le interferenze riscontrate rimangono circoscritte a episodi che non alterano il corso generale della competizione.

L’inchiesta complessiva, dunque, non si conclude con le archiviazioni della Procura di Milano, ma entra in una nuova fase dove le autorità sportive valuteranno autonomamente gli elementi raccolti e determineranno se sanzionare il club o i suoi dirigenti secondo il codice disciplinare federale.

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