Salvatore Parolisi, condannato per l’omicidio di Melania Rea, potrebbe tornare libero nel 2027

Salvatore Parolisi, condannato per l’omicidio di Melania Rea, potrebbe tornare libero nel 2027 grazie a riduzioni di pena.

Salvatore Parolisi, condannato per l’omicidio di Melania Rea, potrebbe tornare libero nel 2027
Salvatore Parolisi, condannato per l’omicidio di Melania Rea, potrebbe tornare libero nel…

Salvatore Parolisi, condannato per l’omicidio della moglie Melania Rea, potrebbe tornare in libertà nel 2027, dopo circa sedici anni di detenzione. L’ex caporal maggiore dell’Esercito, accusato di aver ucciso la donna il 18 aprile 2011, è in carcere dal 19 luglio 2011. La condanna a vent’anni di reclusione è diventata definitiva il 13 giugno 2016, dopo che la Cassazione ha confermato la decisione della Corte d’Assise d’Appello di Perugia. La sua liberazione potrebbe avvenire nell’estate del prossimo anno, grazie alle riduzioni previste dall’istituto della liberazione anticipata.

Le riduzioni di pena e la liberazione anticipata

La condanna a vent’anni è stata rideterminata dopo l’esclusione dell’aggravante della crudeltà. La liberazione anticipata permette una detrazione di 45 giorni per ogni semestre di pena scontata, purché l’individuo abbia dato prova di partecipazione all’opera di rieducazione. Il beneficio viene riconosciuto dalla magistratura di sorveglianza e può anticipare la conclusione della detenzione rispetto alla durata della condanna. La concessione richiede una valutazione e non dipende solo dal trascorrere del tempo.

Nel 2023, Parolisi ha ottenuto la possibilità di uscire temporaneamente dal carcere di Bollate attraverso alcuni permessi premio. Dopo un’intervista rilasciata a “Chi l’ha visto?” durante una di queste uscite, i quindici permessi già concessi fino a ottobre sono stati revocati. Il provvedimento riguardava le uscite temporanee, mentre la possibile scarcerazione nel 2027 riguarda la conclusione della pena, calcolata tenendo conto delle detrazioni riconosciute.

La vicenda di Melania Rea e le indagini iniziali

Melania Rea scomparve il 18 aprile 2011 e il suo corpo venne ritrovato due giorni dopo in un bosco a Ripe di Civitella, nel Teramano. Le indagini, inizialmente coordinate dalla Procura di Ascoli Piceno, passarono successivamente a Teramo per competenza territoriale. All’epoca Parolisi prestava servizio al 235° Reggimento Piceno. La sua condanna è stata confermata in appello e in Cassazione, senza alcuna modifica sostanziale.

La vicenda di Melania Rea rimane un caso di grande rilevanza, tanto per la sua drammaticità quanto per l’impatto sulla vita di Parolisi. La sua possibile liberazione nel 2027 rappresenta un ulteriore passo nella sua condanna, ma non è ancora un fatto certo. La magistratura di sorveglianza continuerà a valutare il caso, tenendo conto delle prove e delle condizioni di comportamento del detenuto.

Le informazioni disponibili non consentono di presentare la scarcerazione come già formalmente disposta. Il ritorno in libertà nell’estate del prossimo anno resta una previsione sul termine della pena, non un termine certo. La magistratura di sorveglianza valuta caso per caso e non esiste un termine fisso per la liberazione anticipata.