Rapina a Donnarumma, il mandante condannato a nove anni: “La moglie strangolata con il cavo di un telefono, aborto correlato allo choc”

Rapina a Parigi in casa di Donnarumma, mandante condannato a nove anni. La moglie strangolata, aborto correlato allo choc.

Rapina in casa di Donnarumma a Parigi, la moglie strangolata, aborto correlato allo choc
Rapina in casa di Donnarumma a Parigi, la moglie strangolata, aborto correlato allo choc

La notte del 21 luglio 2023, l’ex portiere del Psg Gianluigi Donnarumma e la sua compagna Alessia Elefante furono vittime di una rapina violenta e crudele nella loro abitazione di Parigi. I sette uomini, alcuni dei quali mai identificati, irruppero nella casa di avenue Montaigne, uno dei quartieri più esclusivi della capitale francese, e sequestrarono contanti, gioielli, orologi e borse di lusso in pochi minuti. La compagna di Donnarumma, allora incinta, fu strangolata con il cavo di ricarica di un telefono, mentre il portiere della Nazionale italiana fu colpito ripetutamente al viso. L’evento, che ha lasciato cicatrici profonde, ha portato a una condanna a nove anni per il mandante del colpo, Ilyas Kherbouch, noto per la sua evasione dal carcere.

La violenza e le conseguenze umane

La sentenza del tribunale di Parigi ha confermato la spietatezza dell’irruzione, con dettagli emersi in aula che hanno reso chiaro il livello di ferocia dei malviventi. Alessia Elefante, incinta al momento dell’aggressione, fu aggredita e le fu stretto al collo il cavo di ricarica di un telefono. La donna, che aveva avvertito i rapinatori di «aspettare un bambino», non riuscì a portare a termine la gravidanza a causa di un aborto spontaneo, attribuito allo shock subito quella notte. La perdita del figlio fu riconosciuta come conseguenza diretta del trauma subito.

Il mandante e la sua condanna

Ilyas Kherbouch, detto «Ganito», 21 anni, è stato condannato a nove anni di carcere per aver organizzato l’operazione dalla sua cella. L’accusa aveva richiesto una pena di dieci anni, ma il tribunale ha ridotto la condanna, considerando le circostanze e le prove presentate. Kherbouch, noto per la sua evasione dal carcere di Villepente nel marzo 2026, è stato nuovamente arrestato 13 giorni dopo. Il suo nome compare in diversi procedimenti legati a sequestri di persona. Khyan M., 22 anni, invece, è stato assolto nonostante la richiesta di nove anni da parte dell’accusa.

Il processo ha anche evidenziato la connessione tra la rapina a Donnarumma e altri episodi di criminalità in zona. Tra il 2022 e il 2025, sono stati registrati sette casi di rapine in abitazione ai danni di personaggi famosi nella zona ovest di Parigi. Kherbouch e Khyan M. risultano coinvolti in almeno due di questi episodi. La procura ha sottolineato che la criminalità in zona è «sempre più giovane», con un trend che preoccupa le autorità locali.

La sentenza ha incluso riferimenti a due vittime collaterali: il bambino che Alessia Elefante aspettava, perso a causa dell’aborto spontaneo, e un uomo presente durante il colpo che si è suicato nella sua cella il 10 maggio 2024 dopo essere stato minacciato per essere sospettato di aver fatto da informatore. Questi episodi hanno reso chiaro l’impatto psicologico e sociale dell’evento.

Il tribunale ha espresso una sentenza che punisce il maxi-furto e cristallizza il dramma umano vissuto da Donnarumma e Elefante. La condanna a nove anni per Kherbouch e la condanna a cinque anni per Moktar D., ritenuto il «palo» della banda, segnano il primo capitolo giudiziario di un caso che ha scosso l’opinione pubblica e ha messo in luce i rischi della criminalità organizzata in aree di lusso come avenue Montaigne.