Raduno neonazista in Trentino si terrà. Futuro Nazionale conferma la partecipazione

Raduno neonazista in Trentino si terrà con dispositivo di sicurezza. Futuro Nazionale conferma la partecipazione.

Raduno neonazista in Trentino con presenza di Futuro Nazionale e dispositivo di sicurezza
Raduno neonazista in Trentino con presenza di Futuro Nazionale e dispositivo di sicurezza

Il raduno neonazista “Ritorno a Camelot”, in programma dal 3 al 6 settembre all’hotel Ciclamino di Pietramurata (Trentino), si terrà. L’evento, organizzato dal gruppo di estrema destra Veneto Fronte Skinheads, è stato confermato dalla Prefettura, che ha stabilito che potrà svolgersi con un dispositivo di sicurezza massiccio. Il referente di Futuro Nazionale, Emilio Giuliana, ha annunciato che prenderà parte all’evento, posticipando appositamente le ferie. «L’associazione Veneto Fronte Skinheads, dal 1985, non è mai stata sciolta, a dimostrazione che rientra nel rispetto della Costituzione italiana», ha spiegato Giuliana.

La partecipazione di Futuro Nazionale e le reazioni politiche

La decisione di partecipare al raduno ha suscitato reazioni forti da parte di esponenti politici e associazioni antifasciste. Angelo Bonelli, deputato di Alleanza Verdi e Sinistra, ha definito la situazione «gravissima», sottolineando che nel programma del raduno compaiono riferimenti alla Gioventù hitleriana e testi che inneggiano alla violenza e all’odio. «Sono messaggi incompatibili con una democrazia antifascista», ha affermato Bonelli, che ha chiesto al ministro dell’Interno Matteo Piantedosi di applicare la legge Mancino per prevenire la propaganda neonazista.

Roberto Vannacci, leader di Futuro Nazionale, ha ribadito che la partecipazione dei propri iscritti al raduno è legittima, purché rispetti i limiti della legalità. «Ciascuno è libero di partecipare alla messa, al raduno o all’iniziativa che ritiene opportuno, purché il proprio comportamento resti nei limiti della legalità e non contrasti con le norme e i principi stabiliti dallo statuto del partito», ha dichiarato Vannacci. Il leader del partito ha anche commentato: «Magari nei prossimi giorni farò visita a un Festival dell’Unità, vediamo cosa scriveranno».

Dispositivo di sicurezza e controlli durante l’evento

Il Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica, riunito martedì a Trento, ha stabilito che l’evento potrà svolgersi, ma con precise prescrizioni e un dispositivo di sicurezza massiccio. Saranno almeno 140 i poliziotti schierati per gestire l’ordine pubblico, tra cui carabinieri e Guardia di finanza. Le forze dell’ordine saranno presenti anche all’interno dell’hotel Ciclamino, con il compito di verificare il rispetto delle prescrizioni e segnalare eventuali comportamenti di rilievo penale. La sindaca di Dro, Ginetta Santoni, ha espresso disapprovazione per l’evento, sottolineando che «Pietramurata debba diventare luogo di ritrovo di estremisti ed essere blindata». La manifestazione di protesta, organizzata da cittadini e associazioni, è prevista per il 3 settembre. Il questore Nicola Zupo ha aggiunto che gli agenti saranno impegnati non solo per evitare scontri, ma anche per garantire il rispetto delle prescrizioni emesse dal Questore.

La gestione del raduno e la presenza del presidente della Repubblica

La gestione dell’ordine pubblico avrà ulteriore complessità a causa della visita del presidente della Repubblica Sergio Mattarella a Trento il 5 settembre, in occasione delle celebrazioni degli 80 anni dell’accordo Degasperi-Gruber. «La visita del presidente Mattarella non sarà assolutamente scalfita da quest’evento», ha assicurato la commissaria del Governo Isabella Fusiello. «La manifestazione si terrà il giorno 3, il presidente arriva il giorno 5, e tutta la nostra attenzione sarà riversata sulla presenza del capo dello Stato».