Il potere invisibile nel primo romanzo di Alan Friedman “La mano di Orfeo
Alan Friedman pubblica il suo primo romanzo “La mano di Orfeo” il 13 ottobre con Baldini e Castoldi. Una storia di intrighi internazionali tra Washington, Zurigo e i servizi segreti.

Esce il 13 ottobre nelle librerie italiane “La mano di Orfeo”, il primo romanzo di Alan Friedman, uno dei pochi giornalisti internazionali che hanno raccontato dall’interno i meccanismi del potere globale. Il libro è pubblicato da Baldini e Castoldi e racconta una storia di intrighi, segreti e minacce che si snoda dai corridoi di Washington alle banche di Zurigo, dai palazzi romani ai servizi segreti russi.
Il protagonista è Alex, il cui mondo viene stravolto quando riaffiorato il ricordo di Orfeo lo risucchia in una rete di conti cifrati, dossier top secret e traffici d’armi. Una sola parola lo riconduce a quarant’anni prima, quando aveva conosciuto Alexander Grayson, un nome legato a segreti che aveva giurato di non rivelare mai più.
Un gioco mortale senza via di fuga
La trama si configura come un’escalation di pericolo in cui il silenzio non è più una scelta. Quando il passato torna a cercarlo, testimoni scomodi cominciano a scomparire, vecchi documenti compromettenti riemergono improvvisamente. Alex scopre che da quel mondo non si esce senza permesso, soprattutto quando qualcuno ha deciso che il suo silenzio non basta più.
Friedman ha costruito una narrazione dove il potere rimane invisibile, agendo secondo regole proprie e implacabili. Chi parla paga un prezzo; chi non serve più viene eliminato. Orfeo è ovunque, e le sue regole non prevedono eccezioni.
L’esperienza di Friedman nel potere globale
L’autore ha scritto per il Financial Times, l’International Herald Tribune, il New York Times e il Wall Street Journal. Ha pubblicato numerosi libri su politica, finanza e potere, incluse le biografie di Gianni Agnelli e Silvio Berlusconi, alcuni tradotti all’estero e adattati da Netflix. La sua conoscenza diretta dei meccanismi internazionali alimenta la credibilità di questo esordio nel genere narrativo, trasformando il thriller in una riflessione sul potere che agisce nell’ombra, senza mai comparire nei titoli dei giornali.
