Pediatri propongono prima legge contro dispositivi digitali sotto i 3 anni

La Società italiana di pediatria presenta una proposta di legge per vietare l’uso di dispositivi digitali nei bambini sotto i 3 anni, con linee guida nazionali e formazione per genitori e operatori.

Pediatri propongono prima legge contro dispositivi digitali sotto i 3 anni
Pediatri propongono prima legge contro dispositivi digitali sotto i 3 anni

La Società italiana di pediatria (Sip) ha presentato la prima proposta di legge volta a regolamentare l’uso dei dispositivi digitali nei bambini più piccoli. L’iniziativa, come riferisce adnkronos.com, è stata sottoscritta dalla senatrice Malpezzi ed è stata elaborata in sinergia con l’organizzazione umanitaria Terre des Hommes, rispondendo a quella che viene definita come un’esigenza urgente di protezione della salute durante le fasi critiche dello sviluppo infantile.

Il fulcro della proposta riguarda il divieto di esporre i bambini sotto i 3 anni a dispositivi digitali, fascia d’età durante la quale il cervello attraversa una fase di straordinario sviluppo. Secondo Rino Agostiniani, presidente della Sip, in questi anni fondamentali “il cervello ha bisogno soprattutto di esperienze reali: relazione, contatto, movimento, gioco, ascolto e interazione con l’adulto”. L’obiettivo non è demonizzare la tecnologia, ma evitare che venga introdotta troppo presto, sottraendo spazio a quei momenti essenziali per una crescita armonica.

Linee guida nazionali e consulenze mediche per tutte le fasce d’età

La proposta di legge prevede un articolato sistema di tutela che va oltre il semplice divieto per i più piccoli. Sono previste linee guida nazionali specifiche per proteggere la salute digitale dei bambini nelle diverse fasce d’età, garantendo un approccio differenziato e progressivo man mano che i minori crescono. Questo permette di adattare le raccomandazioni alle capacità cognitive e ai bisogni evolutivi di ciascuna stagione della crescita.

Un aspetto decisivo della normativa riguarda l’integrazione nei bilanci di salute di una consulenza specifica sull’uso dei dispositivi tra zero e tre anni. I pediatri di libera scelta e i medici di medicina generale dovranno quindi acquisire le competenze necessarie per informare e guidare i genitori durante i controlli routinari. Questo rappresenta un momento privilegiato per affrontare il tema con chi crescente i bambini quotidianamente.

La proposta estende anche l’attenzione ai corsi di preparazione al parto e di accompagnamento alla nascita, introducendo moduli dedicati all’impatto delle tecnologie digitali sui neonati e sull’importanza di non utilizzare i dispositivi come strumenti abituali di sedazione o intrattenimento passivo. L’intervento negli stadi più precoci del percorso genitoriale può creare consapevolezza ancora prima della nascita.

Formazione e ricerca per una transizione consapevole verso il digitale

Ulteriore pilastro della proposta è la formazione specifica del personale educativo sui rischi dell’esposizione precoce ai dispositivi. Chi lavora negli asili nido, nelle scuole dell’infanzia e nei servizi per l’infanzia dovrà disporre di strumenti conoscitivi per de-digitalizzare gli spazi e le attività, privilegiando relazione, gioco e movimento rispetto all’utilizzo passivo di schermi. Secondo quanto sottolineato dalle fonti citate da adnkronos.com, questa preparazione è “fondamentale per arrivare alla consapevolezza di un uso critico di quegli strumenti che fanno parte della vita quotidiana”.

La normativa prevede inoltre attività di ricerca sugli effetti dell’esposizione digitale durante l’infanzia, permettendo di ampliare la base di evidenze scientifiche su cui fondare future raccomandazioni. Una relazione annuale alle Camere permetterà di monitorare l’attuazione della proposta e gli esiti del suo impatto sulla salute dei minori.

La senatrice Malpezzi, prima firmataria della proposta, ha sottolineato che il disegno di legge “mette al centro la tutela dei più piccoli attraverso un potenziamento dell’informazione e della formazione, soprattutto dei genitori”. Il ricorso al supporto delle istituzioni sanitarie pubbliche consente di raggiungere le famiglie indipendentemente dalle loro disponibilità economiche o dal livello di istruzione, riducendo le disuguaglianze nell’accesso a informazioni corrette.

L’approvazione di questo atto normativo rappresenterebbe un primo passo significativo nella regolamentazione dell’uso della tecnologia nella primissima infanzia, un campo finora lasciato largamente all’autodeterminazione familiare. La proposta riconosce che una protezione efficace richiede interventi coordinati a livello di sanità pubblica, educazione e ricerca, costruendo un ecosistema di consapevolezza collettiva attorno ai rischi e alle opportunità del digitale per i più giovani.