Parrocchiani guidano le celebrazioni a Treville e Sant’Andrea in assenza del parroco
A Treville e Sant’Andrea, i fedeli sostituiscono il parroco malato nelle celebrazioni feriali. La “Liturgia della Parola” permette la Comunione grazie ai ministri straordinari.

Il parroco delle parrocchie di Treville e Sant’Andrea è malato, costringendo i fedeli locali a guidare le celebrazioni feriali. Questo avviene nel contesto della collaborazione pastorale castellana che ha dovuto riorganizzare l’agenda per assicurare continuità alle attività religiose durante la sua assenza, prevista fino ad agosto.
La “Liturgia della Parola”
In questi giorni, le Messe canoniche lasciano il posto alla “Liturgia della Parola”, guidata da laici incaricati. Questa pratica non prevede la consacrazione dell’Eucaristia né l’omelia, ma permette comunque ai fedeli di ricevere la Comunione grazie all’intervento dei ministri straordinari che utilizzano le ostie già consacrate.
La possibilità è regolata dal Codice di Diritto Canonico, disciplinando una normativa liturgica consolidata da decenni. Nonostante la novità per molti fedeli, questa pratica non rappresenta un’innovazione ecclesiastica.
La situazione attuale è particolarmente significativa poiché si verifica in comunità ben popolate come Treville e Sant’Andrea, a Castelfranco Veneto. Se nelle zone marginali la contrazione del clero è una realtà consolidata, l’applicazione di questo schema nella pianura trevigiana fotografa un mutamento strutturale.
Un cambiamento strutturale nella pianura trevigiana
I parroci della Castellana si sono confrontati per fare rete, garantendo le celebrazioni almeno durante il fine settimana. Il momento attuale è reso particolare dall’estate, periodo in cui molti sacerdoti sono impegnati nei campi scuola e nelle attività con i giovani.
Per i fedeli, vedere un uomo o una donna laici guidare la preghiera dall’altare rappresenta una novità assoluta. Questo processo è accelerato dalla contingenza medica e dall’incastro estivo, riflettendo le carenze che la diocesi di Treviso affronta da tempo.
Le celebrazioni della Parola rientrano in un percorso più ampio: non sostituiscono la messa, ma consentono alle comunità di continuare a ritrovarsi anche quando manca il parroco. Per i parroci, si tratta di “ordinaria amministrazione” di una possibilità liturgica codificata da quarant’anni e già sperimentata in comunità remote.
La collaborazione tra le parrocchie è fondamentale per affrontare queste sfide. I parroci della Castellana si sono confrontati per fare rete, assicurando che almeno i fine settimana possano essere celebrati con la presenza di un sacerdote.
Questo cambiamento non è solo una risposta temporanea alla malattia del parroco, ma riflette anche le dinamiche più ampie della Chiesa e delle sue comunità. La partecipazione attiva dei fedeli diventa così un elemento chiave per mantenere viva la fede nelle circostanze difficili.
La situazione a Treville e Sant’Andrea evidenzia come le comunità possano adattarsi alle sfide, sfruttando le possibilità offerte dal Codice di Diritto Canonico per garantire continuità spirituale. La “Liturgia della Parola” diventa un ponte tra la necessità e la fede condivisa.
La lettera inviata alle istituzioni, sostenuta da 2mila firme, ribadisce il desiderio dei fedeli di rimanere attivamente coinvolti nella vita parrocchiale. Questo episodio dimostra come la comunità possa unirsi per superare le difficoltà e continuare a praticare la fede insieme.
