Il pane di Oropan sulla via della sostenibilità arriva in 26 paesi del mondo

Oropan esporta in 26 paesi il pane sostenibile. L’azienda di Lucia Forte raggiunge 48 milioni di fatturato con strategia Esg: 90% degli obiettivi raggiunti, -43mila kg di plastica negli imballi.

Lucia Forte in una panetteria con pane sfornato fresco, ambiente di produzione pulito e ordinato
Lucia Forte in una panetteria con pane sfornato fresco, ambiente di produzione pulito e…

Oropan, l’azienda di panificazione guidata da Lucia Forte insieme ai suoi due fratelli, ha trasformato la tradizione del pane italiano in un modello di business fondato sulla sostenibilità ambientale e il benessere collettivo. Il marchio è oggi presente in 26 paesi nel mondo, esportando uno dei capisaldi della Dieta Mediterranea con una visione che unisce competitività commerciale e responsabilità sociale. Secondo quanto riferisce Adnkronos, il fatturato aziendale supera i 48 milioni di euro e l’export è cresciuto di quasi 11 punti nel 2025.

Una strategia fondata su sostenibilità e governance

Il nucleo della visione di Oropan poggia su un piano strategico Esg (Environmental, Social, Governance) per il triennio 2023-2025 che ha generato risultati concreti e misurabili. Oltre il 90% delle 101 iniziative progettate sono state effettivamente realizzate, trasformando l’impegno in azioni concrete. L’azienda ha investito massicciamente nella formazione del personale, erogando 17.000 ore di corsi, e ha incrementato significativamente la parità di genere: la presenza femminile è aumentata del 162,5% con un turnover femminile azzerato, segnale di stabilità e di un ambiente lavorativo inclusivo.

Sul fronte ambientale, Oropan ha perseguito obiettivi misurabili di riduzione dell’impatto ecologico. L’azienda ha eliminato oltre 43.000 chilogrammi di plastica dagli imballi primari e ha registrato una riduzione delle emissioni derivanti dalla gestione dei rifiuti e della quantità complessiva di rifiuti prodotti. La strategia internazionale si fonda su compliance rigorosa, sostenibilità come valore e metodo, processi e prodotti certificati come strumenti concreti di vantaggio competitivo nei mercati globali.

L’eredità familiare e la visione del Made in Italy

Lucia Forte, che si definisce ambasciatrice del food Made in Italy, ha respirato l’odore del pane appena sfornato sin da bambina. Questo amore ereditato dal padre l’ha guidata nel percorso lungo e impegnativo di condurre l’azienda di famiglia insieme ai fratelli. La fondatrice vede il pane di Oropan non solo come un prodotto alimentare, ma come portatore di identità, cultura e memoria. Esportare il pane significa presentare al mondo la solidità aziendale, la qualità del sistema di governance, l’affidabilità e la continuità di un’impresa radicata nelle tradizioni italiane.

Secondo Forte, il pane è espressione del Made in Italy e della Dieta Mediterranea, molto più che un semplice alimento. È relazione, sapori, profumi, un veicolo di conoscenza di un modo di vivere e di consumare consapevole. Questa visione olistica ha informato la costruzione della strategia internazionale dell’azienda, trasformandola da una realtà artigianale in un player globale che mantiene intatti i valori originari.

I numeri dimostrano che questo modello funziona: il fatturato che supera i 48 milioni di euro e l’incremento dell’export certificano che profitto e benessere collettivo possono effettivamente camminare insieme. La crescita dell’export di quasi 11 punti nel 2025 evidenzia una domanda crescente nei mercati internazionali per prodotti che coniughino qualità, tradizione e responsabilità ambientale e sociale.

Oropan rappresenta un caso di eccellenza nel panorama del food Made in Italy, dove la sostenibilità non è un mero esercizio comunicativo ma una pratica integrata nelle operazioni aziendali, dalle modalità di approvvigionamento alla gestione delle risorse umane, fino ai processi produttivi. La presenza in 26 paesi testimonia la capacità del marchio di dialogare con consumatori globalizzati sempre più attenti ai valori che sottendono i prodotti che scelgono, trasformando il pane in ambasciatore di una visione di sviluppo sostenibile e consapevole.