ONU, si avvicina la nomina del successore di Guterres: i candidati in lizza

La scelta del nuovo segretario generale delle Nazioni Unite si avvicina, con sette candidati in competizione.

Soggetti in discussione durante la selezione del nuovo segretario generale delle Nazioni Unite
Soggetti in discussione durante la selezione del nuovo segretario generale delle Nazioni Unite

La scelta del successore di Antonio Guterres, attuale segretario generale delle Nazioni Unite, si avvicina con un processo complesso e segreto. La nomina del prossimo capo dell’organizzazione internazionale dovrà passare attraverso il Consiglio di Sicurezza, che seleziona il candidato prima che venga approvato dall’Assemblea Generale. Il processo, che si svolgerà a porte chiuse, è caratterizzato da un’opacità che ha suscitato critiche, nonostante le misure adottate per rendere la nomina più trasparente. Tra i sette candidati in lizza, quattro sono donne e tre uomini, con un’attenzione particolare alle figure provenienti dalle Americhe, in base al principio di rotazione.

La candidatura di Rafael Grossi si distingue per la sua esperienza in materia di sicurezza internazionale

Tra i nomi più frequentemente citati, Rafael Grossi, ex rappresentante dell’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica (Aiea), si presenta come un candidato di spicco. Il suo ruolo nella gestione del programma nucleare iraniano e nella questione della centrale di Zaporizhzhia in Ucraina ha reso noto il suo profilo. Nonostante la sua esperienza, Grossi non ha ritenuto di abbandonare il suo incarico per partecipare alla campagna elettorale, considerandolo un “dovere” non trascurabile. Secondo alcuni osservatori, il suo approccio alla riforma delle Nazioni Unite è più radicale rispetto ad altri candidati, con un’attenzione particolare alla presenza reale del segretario generale sul campo.

Altra figura di rilievo è Michelle Bachelet, ex presidente del Cile e Alta Commissaria delle Nazioni Unite per i Diritti Umani. La politica cilena, che ha vissuto un periodo di persecuzioni per la sua opposizione al regime di Augusto Pinochet, ha espresso la speranza che il mondo sia “pronto” per una donna in questa posizione. La sua candidatura è sostenuta da Messico e Brasile, ma ha visto il ritiro del sostegno del Cile dopo l’insediamento del presidente di estrema destra José Antonio Kast. Bachelet ha sottolineato la necessità di un segretario generale che sia “la voce della moralità”, anche sotto la pressione delle grandi potenze.

La candidatura di Maria Fernanda Espinosa si basa su un’esperienza internazionale e un’idea di riforma

Maria Fernanda Espinosa, ex ministra degli Esteri dell’Ecuador, si presenta come un candidato con un’esperienza internazionale e un’idea chiara di riforma. L’ex presidente dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha difeso l’organizzazione come “l’unica piattaforma universale per affrontare le sfide comuni dell’umanità”, pur auspicando ulteriori modifiche. Tra le sue proposte, la creazione di un meccanismo di “allerta precoce” per prevenire i conflitti prima che scoppino. La sua candidatura, però, non è sostenuta dal suo Paese, che ha scelto di proporla Antigua e Barbuda.

Il processo di selezione, come ha spiegato la piattaforma Geneva Solutions, è piuttosto elaborato. I membri del Consiglio di Sicurezza ricevono penne dello stesso colore e schede bianche per evitare che i votanti siano riconoscibili. In una riunione a porte chiuse, ciascun diplomatico dovrà barrare una tra tre opzioni: incoraggiare, scoraggiare o nessuna opinione. La votazione iniziale, tesa a sondare il terreno, viene ripetuta finché i membri permanenti non decidono che è arrivato il momento di passare alle schede colorate. Questo processo continua finché non emerge un chiaro favorito, cosa che avviene tipicamente dopo accordi sottobanco tra i membri permanenti del Consiglio di Sicurezza.

Nonostante le migliorie, il controllo rimane saldamente in mano ai cinque membri permanenti, che dispongono del diritto di veto e possono bloccare qualsiasi candidato risulti sgradito a uno di loro. La nomina del prossimo segretario generale, dunque, rimane un processo influenzato da dinamiche politiche complesse e da una volontà di mantenere un certo grado di segretezza, nonostante le richieste di maggiore trasparenza avanzate negli anni recenti.

La candidatura di Olara Otunnu si basa su un’esperienza internazionale e un’idea di riforma

Olara Otunnu, ex sottosegretario generale delle Nazioni Unite e rappresentante speciale per i bambini e i conflitti armati, si presenta come un candidato con un’esperienza internazionale e un’idea chiara di riforma. La sua candidatura, proposta dal governo ugandese nonostante sia un esponente dell’opposizione, si basa su un’esperienza diretta nel campo della protezione dei diritti dei bambini e nella gestione dei conflitti armati. La sua partecipazione al processo di selezione rappresenta un’ulteriore prova del principio di rotazione, che prevede la scelta di un candidato proveniente dalle Americhe.