Olise accusato di non pagare gli alimenti: la ex denuncia il mancato versamento

Michael Olise accusato dalla ex fidanzata Fatima Zaunbrecher di non versare gli alimenti per la figlia di 2 anni. Lui guadagna 14 milioni annui al Bayern Monaco.

Olise accusato di non pagare gli alimenti: la ex denuncia il mancato versamento
Olise accusato di non pagare gli alimenti: la ex denuncia il mancato versamento

L’attaccante francese Michael Olise, dopo l’uscita di scena della Francia in semifinale ai Mondiali 2026, si trova al centro di una vicenda che esula dal campo di gioco. La sua ex fidanzata Fatima Zaunbrecher lo accusa pubblicamente di non versare gli alimenti per la loro figlia di 2 anni, nonostante gli accordi sottoscritti. Secondo quanto riferisce adnkronos.com, la trentaquattrenne ha sollevato pesanti critiche nei confronti del calciatore del Bayern Monaco, sottolineando come i pagamenti non siano mai stati effettuati.

La questione economica al centro della disputa rivela un forte contrasto tra le capacità finanziarie di Olise e l’importo concordato per il mantenimento della bambina. L’attaccante francese percepisce uno stipendio annuo di 14 milioni di euro con il club bavarese, una cifra considerevole che rende ancora più rilevante la denuncia della madre della figlia. Le proposte di assegno alimentare sono state oggetto di trattative: inizialmente erano stati offerti 836,50 euro al mese, importo successivamente aumentato a 2000 euro.

La gestione economica e gli insegnamenti non richiesti

Zaunbrecher ha rivelato dettagli particolarmente critici sulla condotta dei legali che rappresentano Olise nella questione. Secondo il racconto della donna, uno degli avvocati del calciatore le ha suggerito di comprare vestiti di seconda mano per la bambina al fine di gestire meglio le risorse economiche a sua disposizione. Un consiglio che la ex fidanzata ha definito inaccettabile, considerando che l’altra parte avrebbe risorse notevolmente maggiori. Il suggerimento rappresenta, secondo la sua prospettiva, una pressione indiretta per ridurre ulteriormente le già esigue somme a disposizione per mantenere la figlia.

La questione assume contorni ancora più delicati se si considerano le responsabilità genitoriali che vanno oltre l’aspetto economico. Zaunbrecher sostiene che Olise non abbia mai visto la bambina, una circostanza che aggiunge una dimensione emotiva e relazionale al conflitto già presente sul piano finanziario. Questa accusa tocca aspetti fondamentali della paternità e del rapporto tra genitori e figli, evidenziando una presunta assenza sia materiale sia affettiva.

L’inadempienza dei pagamenti concordati

Il dato più grave rimane tuttavia quello relativo al mancato versamento degli alimenti. Nonostante l’accordo sia stato sottoscritto e gli importi siano stati fissati dalla magistratura competente, secondo la ex fidanzata non è stato ricevuto alcun pagamento. Questa situazione lascia Zaunbrecher e la bambina in una condizione di vulnerabilità economica, con la madre che deve far fronte autonomamente alle spese per l’alimentazione, l’abbigliamento, l’assistenza sanitaria e l’educazione della figlia.

La rivelazione è stata riportata da adnkronos.com, che ha dato visibilità alla posizione della donna attraverso un’intervista in cui la trentaquattrenne ha spiegato nel dettaglio la sua situazione. La vicenda solleva questioni importanti sulla responsabilità genitoriale, sull’effettività delle decisioni dei tribunali in materia di diritti dei minori e sulla disparità di trattamento che può emergere quando una delle parti coinvolte possiede risorse economiche significativamente superiori all’altra.

Il caso evidenzia inoltre una pratica che apparentemente emergerebbero dal comportamento degli intermediari legali di Olise: la minimizzazione delle responsabilità economiche del genitore affidatario attraverso suggerimenti che spostano il carico del sacrificio economico su chi, tra i due genitori, già si trova in condizioni più difficili. In questo contesto, la battaglia legale per il riconoscimento dei diritti della bambina si articola su più fronti: quello economico, quello relazionale e quello relativo all’effettiva tutela della minore.