Nuovo video dalla morte di Fakir a Bologna
Emerge un nuovo video della morte di Abderrahim Fakir a Bologna. La difesa degli agenti sostiene lesioni da sfregamento, mentre l’avvocato della famiglia parla di asfissia posturale violenta e percosse.

Emergono immagini inedite relative alla morte di Abderrahim Fakir, il quarantaduenne deceduto durante un fermo di polizia avvenuto domenica nel quartiere Pilastro di Bologna. Un nuovo video pubblicato da Repubblica mostra istanti successivi al decesso, alimentando il dibattito sulle cause e sulla dinamica dell’accaduto. Nel filmato si vede una chiazza di sangue sotto la testa della vittima e tracce ematiche sul volto. Le immagini riaccendono le divergenze interpretative tra la difesa degli agenti e i legali della famiglia, che sostengono versioni radicalmente diverse di come siano avvenuti i fatti.
La tesi della difesa: lesioni da sfregamento
Gli avvocati degli agenti di polizia hanno sviluppato una ricostruzione precisa degli ultimi istanti di vita di Fakir. Secondo questa versione, le ferite riscontrabili nel video sarebbero il risultato di movimenti involontari durante il fermo. La difesa sostiene che Fakir si è procurato due tagli strisciando a terra nel tentativo di divincolarsi.
Nel dettaglio, il legale degli agenti spiega: “Certamente si provoca due tagli netti nella nuca, che provocano quella piccola gora di sangue, che è sotto al suo capo e che si evidenza da questo video, e credo che abbiano provocato anche quei rivoli, che si vedono sul viso, perché finché era rivoltato con il viso a terra, il sangue andava verso il viso”. L’avvocato aggiunge un elemento di contesto sulla cromatica: “Poi c’è una parte di compromissione cromatica, che è data dallo spray al peperoncino, che ha un colore rossastro e, quindi, si mischia al sangue, ma il sangue vero sono quelle poche gocce, quella piccola striscia che si vede sul viso di quest’uomo”.
Secondo questa ricostruzione, durante il fermo un poliziotto manteneva le mani in posizione protettiva verso il corpo di Fakir: una mano sotto per evitare che sfregasse contro l’asfalto, una sopra per impedire che si inarcasse. Tuttavia, a un certo punto, continua il legale, Fakir avrebbe iniziato a muoversi rapidamente e avrebbe cercato di mordere il polpaccio del poliziotto, causando il divincolamento e i traumi sulla nuca. Le immagini della polizia scientifica che rimuove il telo dal corpo mostrano una figura che il legale descrive come “perfettamente intonso”, sottolineando l’assenza di visibili lesioni estese sul corpo.
La controtesi della famiglia: asfissia posturale e violenza
La famiglia di Fakir e i suoi rappresentanti legali offrono un’interpretazione completamente diversa degli eventi. L’avvocato della famiglia sostiene che Fakir è morto per asfissia posturale meccanica violenta, non per ferite da sfregamento. Tale conclusione si basa su evidenze mediche relative alla presenza di sangue nelle vie aeree, condizione caratteristica dei decessi provocati da meccanismi asfittici compressivi.

Secondo questa prospettiva, le tracce di sangue visibili nel video non sono il risultato incidentale di movimenti difensivi, ma la conseguenza di un contesto di violenza più ampio. L’avvocato della famiglia sostiene che gli agenti hanno picchiato Fakir durante l’intervento. Le lesioni riscontrate, in questa lettura, sarebbero dirette conseguenze di tale comportamento, non incidenti dovuti allo sfregamento contro l’asfalto durante una resistenza.
Il dettaglio del lenzuolo e le questioni aperte
Un altro aspetto emerso dalle indagini riguarda il ritrovamento di un lenzuolo ancora legato alle caviglie del cadavere al momento della scoperta. La polizia scientifica ha documentato questa particolarità durante le operazioni di rimozione del corpo, visibile nel nuovo filmato diffuso. Tale elemento potrebbe avere rilevanza nel determinare se vi erano ulteriori vincoli o limitazioni alla libertà di movimento durante il fermo.
Il video, pubblicato dopo settimane dalla morte avvenuta domenica, rappresenta uno dei pochi elementi visivi concreti a disposizione del dibattito pubblico e giudiziario. Le immagini mostrano il corpo nella posizione in cui è stato trovato, con la documentazione fotografica e videografica della scena eseguita dalla polizia scientifica, ma non riprendono gli istanti cruciali dell’intervento di polizia che hanno preceduto il decesso. In questo spazio informativo rimangono le ricostruzioni contrastanti delle parti, ciascuna supportata da interpretazioni divergenti dei dati disponibili e dalle rispettive posizioni nel procedimento.
