Nona notte di raid Usa contro l’Iran, Teheran colpisce due petroliere a Hormuz
Gli Stati Uniti proseguono gli attacchi contro l’Iran per il nono giorno consecutivo. Intanto Teheran colpisce due petroliere nello Stretto di Hormuz e Rubio chiede agli alleati di contribuire alla sicurezza dei traffici marittimi.

Gli Stati Uniti intensificano gli attacchi contro l’Iran per il nono giorno consecutivo, mentre Teheran risponde colpendo due petroliere nello Stretto di Hormuz. La dinamica del conflitto si complica con la richiesta di Washington ai suoi alleati di intervenire militarmente e finanziariamente per garantire la sicurezza della navigazione in una delle rotte marittime più critiche del pianeta. Il crescendo di operazioni belliche coniuga vendetta per soldati americani uccisi negli ultimi giorni in Medio Oriente e manovre geopolitiche per isolare economicamente il regime di Teheran.
Gli attacchi statunitensi proseguono: il nono giorno di operazioni
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha confermato nella serata di domenica 20 luglio 2026 che le operazioni aeree contro l’Iran continuano con intensità crescente. Come riferisce askanews, Trump ha dichiarato dal punto stampa prima dell’imbarco sull’Air Force One che gli Stati Uniti stanno colpendo “molto duramente” il Paese per vendicare i soldati americani uccisi negli ultimi giorni in Medio Oriente. Il presidente ha specificato che gli attacchi di questa sera sono avvenuti in onore di tre soldati americani morti negli ultimi conflitti regionali.
Secondo quanto riportato dall’Agenzia Vista, Trump ha sottolineato che “l’Iran è stato danneggiato molto, molto duramente” e ha evidenziato di aver consultato numerosi alleati internazionali sulla situazione. Il colloquio con la Spagna è stato particolare: il presidente americano si è detto soddisfatto del contributo europeo alle operazioni, descrivendo la partecipazione spagnola come “una grande squadra” nel contesto degli aiuti alle operazioni statunitensi nella regione.
La risposta iraniana e la minaccia ai traffici marittimi
Mentre Washington continua le sue operazioni aeree, l’Iran risponde con attacchi propri: Teheran ha colpito due petroliere nello Stretto di Hormuz, una delle arterie commerciali più importanti per i trasporti petroliferi mondiali. L’attacco alle navi mercantili rappresenta un’escalation che minaccia direttamente i commerci globali e gli interessi economici internazionali legati al transito di greggio dalla regione del Golfo.
Il segretario di Stato americano Marco Rubio ha lanciato un appello agli alleati affinché si mobilitino per proteggere la navigazione a Hormuz, secondo quanto riferisce askanews. L’esortazione di Rubio mira a coinvolgere i partner internazionali di Washington sia con risorse militari che finanziarie, per garantire la sicurezza dei traffici marittimi e contrastare le minacce iraniane ai percorsi commerciali. Questo appello riflette la strategia più ampia degli Stati Uniti di costruire una coalizione internazionale contro l’Iran, non limitandosi agli attacchi aerei ma cercando di bloccare anche le capacità economiche del regime.

Il contesto geopolitico dello scontro
Il conflitto tra Stati Uniti e Iran si inscrive in una dinamica di tensione crescente in Medio Oriente, dove le uccisioni di soldati americani hanno innescato una reazione diretta di Washington. Gli attacchi del nono giorno consecutivo segnano una continuità nelle operazioni belliche, non un episodio isolato. La scelta di coinvolgere gli alleati europei sia nelle operazioni militari che nella protezione dei traffici marittimi risponde all’intenzione americana di internazionalizzare la risposta all’Iran e di far gravare il costo del conflitto anche sugli altri attori globali interessati alla stabilità della regione.
L’attacco alle petroliere da parte di Teheran rappresenta una contromisura economica diretta: il danneggiamento delle navi commerciali nello Stretto di Hormuz colpisce direttamente i partner commerciali del mondo intero e aumenta l’incertezza sui mercati energetici globali. In questo modo, l’Iran tenta di ampliare il raggio d’azione del conflitto oltre il territorio nazionale, trasformando uno scontro bilaterale in una crisi che coinvolge l’intera economia mondiale dipendente dal petrolio mediorientale.
La prospettiva immediata dipenderà dall’evoluzione delle operazioni militari e dalla capacità di Washington di mantenere una coalizione internazionale coesa. Il proseguimento degli attacchi americani per il nono giorno consecutivo suggerisce che l’amministrazione Trump intende perpetuare la pressione su Teheran senza interruzioni significative, mentre la mobilitazione degli alleati per la sicurezza dello Stretto di Hormuz potrebbe diventare un elemento permanente della geopolitica regionale nei prossimi mesi.
