Mose salva Venezia dalle maree ma rischia di distruggere l’ecosistema della laguna
Il sistema Mose protegge Venezia dall’acqua alta, ma le chiusure frequenti minacciano l’ecosistema della laguna più vasta del Mediterraneo. Esperti chiedono di evitare le chiusure non necessarie.
Il Mose rappresenta una soluzione efficace per proteggere Venezia dalle maree, eppure la sua attivazione frequente crea un conflitto di difficile risoluzione tra la sicurezza della città e la conservazione dell’ambiente lagunare. Il sistema salva la città dall’acqua alta, ma rischia di uccidere l’ecosistema della laguna, che con i suoi 550 chilometri quadrati risulta la più vasta del Mediterraneo.
Una protezione che ha un prezzo ecologico
La barriera mobile rappresenta un’opera di ingegneria straordinaria nella difesa dal fenomeno dell’acqua alta, tuttavia ogni chiusura comporta conseguenze significative per l’equilibrio naturale della laguna. Gli studi evidenziano come le interruzioni dei flussi idrici naturali alterino profondamente i cicli biologici e chimici che hanno caratterizzato per secoli questo ecosistema delicato e unico nel panorama mediterraneo.
L’acqua salsa che normalmente circola nella laguna, scambiandosi con l’Adriatico attraverso i tre porti di accesso, subisce stasi prolungate quando il Mose entra in funzione. Questo ristagno compromette la qualità dell’ambiente lagunare e la sopravvivenza delle specie che lo popolano.
La strategia di ridurre le chiusure non indispensabili
Secondo quanto riferisce ilfattoquotidiano.it, gli esperti concordano sulla necessità di “evitare le chiusure non necessarie”, una raccomandazione che punta a trovare un equilibrio tra la protezione della città e la preservazione della laguna. L’obiettivo è operare il Mose solo quando effettivamente indispensabile per prevenire l’acqua alta, limitando al massimo i periodi di isolamento della laguna dal mare.
Questa posizione riconosce implicitamente l’incompatibilità totale tra un uso massiccio del sistema e la sopravvivenza dell’ecosistema, tracciando una strada di compromessi necessari dove entrambi gli obiettivi rimangono fragili.
