Ministero ritira ricorso su sei giorni carcere Alemanno: Nordio non era stato informato
Il Guardasigilli ritira il ricorso contro la riduzione di pena per l’ex sindaco di Roma. Avviata inchiesta interna nel ministero della Giustizia sul caso.

Il Ministero della Giustizia ritira il ricorso presentato nei confronti di Gianni Alemanno, ex sindaco di Roma, relativamente ai sei giorni di riduzione della pena che gli erano stati riconosciuti per il periodo trascorso nelle condizioni di detenzione a Rebibbia. A comunicarlo è stato il Guardasigilli Nordio, il quale ha precisato di non essere stato informato su questa azione legale prima della sua presentazione. La decisione rappresenta una svolta nei confronti dell’ex primo cittadino della capitale, libero dal 24 giugno scorso dopo aver espiato la sua condanna.
Alemanno aveva denunciato pubblicamente il tentativo del ministero della Giustizia di contestare lo sconto della pena già riconosciutogli, definendolo «un tentativo di rimandarmi in carcere per scontare altri sei giorni». La notizia dell’azione amministrativa del Ministero era emersa come sorpresa per l’ex sindaco, che aveva subito evidenziato l’iniquità di una mossa volta a vanificare una decisione già consolidata in precedenza.
L’intervento del Guardasigilli e l’inchiesta interna
Il Guardasigilli Nordio ha annunciato che ha avviato un’inchiesta interna presso il ministero della Giustizia per chiarire come sia stato possibile presentare un ricorso senza la sua preventiva conoscenza. Si tratta di un elemento che evidenzia possibili carenze nella catena di comando e nelle procedure di comunicazione interna della struttura ministeriale, dove una decisione di simile rilevanza avrebbe dovuto essere sottoposta all’attenzione del vertice politico prima della sua formalizzazione.
La ritrazione del ricorso costituisce il primo passo verso la normalizzazione della vicenda, tuttavia l’avvio dell’inchiesta rivela le tensioni interne che caratterizzano il funzionamento degli uffici ministeriali. Il ministero avrà il compito di individuare responsabilità e modalità operative che hanno condotto all’iniziativa legale nei confronti di Alemanno senza l’informazione preventiva del titolare del dicastero.
Il caso della pena a Rebibbia
La questione al centro della controversia riguarda i giorni di sconto della pena riconosciuti all’ex sindaco in relazione alle condizioni detentive presso il carcere romano di Rebibbia. Come riferisce open.online, il riconoscimento di questi sei giorni era stato già deliberato in base alle norme che prevedono sconti di pena quando le condizioni di detenzione non rispettano determinati standard. Il ricorso del ministero puntava a contestare questa riduzione già concessa, una mossa che avrebbe comportato il rientro in carcere di Alemanno per completare la sua condanna originaria.

La decisione di ritirare il ricorso consolida il diritto di Alemanno al riconoscimento dei giorni di sconto già ottenuti, evitando ulteriori contenziosi amministrativi e giudiziari. Questo esito rappresenta una conferma della validità delle motivazioni che avevano portato alla concessione dello sconto di pena nel primo luogo.
La vicenda si inserisce in un contesto più ampio di rapporti tra la politica e l’amministrazione della giustizia, dove emergono criticità organizzative e comunicative che il ministero dovrà affrontare per evitare che situazioni analoghe si ripresentino in futuro. L’inchiesta interna servirà a identificare i responsabili dell’iniziativa e a definire protocolli più chiari per le decisioni di rilevanza politica e amministrativa.
Con il ritiro del ricorso e l’avvio dell’inchiesta, secondo quanto riportato da oggi.it, il caso Alemanno entra in una nuova fase dove prevale la volontà di fare chiarezza all’interno degli uffici ministeriali piuttosto che proseguire in un’azione giudiziaria ormai ritenuta infondata o comunque non opportuna dal vertice politico del dicastero della Giustizia.
