Mash, malattia epatica cronica: a Milano focus su impatto economico e sociale
La steatoepatite associata a disfunzione metabolica potrebbe avere un costo stimato in 3 miliardi di euro entro il 2040. A Milano confronto su diagnosi precoce e priorità sanitaria.

La steatoepatite associata a disfunzione metabolica, nota come Mash, rappresenta una sfida crescente per il sistema sanitario italiano. Secondo quanto riferisce adnkronos.com, la patologia potrebbe avere un impatto economico stimato in circa 3 miliardi di euro nel nostro paese entro il 2040. A Milano, l’azienda farmaceutica Madrigal ha organizzato un incontro con la stampa dedicato alle prospettive e ai bisogni insoddisfatti relativi a questa malattia cronica progressiva, che evolve spesso silenziosamente per anni senza dare sintomi evidenti, fino a degenerare in cirrosi, scompenso epatico ed epatocarcinoma.
Una patologia ancora sottovalutata eppure seconda causa di trapianto
Nonostante la gravità, la Mash resta ancora ancora poco conosciuta nell’opinione pubblica. Già oggi la patologia rappresenta la seconda causa di trapianto di fegato in Italia, dato che evidenzia l’urgenza di affrontare il problema con maggiore consapevolezza. L’incontro organizzato a Milano ha inteso proprio favorire una maggiore conoscenza della malattia e discutere della necessità di rafforzare la diagnosi precoce, l’accesso ai percorsi specialistici e il riconoscimento della patologia tra le priorità di salute pubblica.
Secondo Luca Miele, ricercatore di Medicina interna all’università Cattolica del Sacro Cuore e direttore dell’Uos Clinica del pre-trapianto di fegato e ambulatorio Steatosi presso la Fondazione policlinico Gemelli Irccs di Roma, il tema merita un’attenzione particolare da parte delle istituzioni. La cirrosi ha un costo importante dal punto di vista assistenziale e sociale, non solo per l’utilizzo delle risorse e del personale ospedaliero, ma anche per le possibilità terapeutiche complesse che il sistema sanitario deve garantire, incluso in alcuni casi il trapianto di fegato, una risorsa preziosa e limitata.
Impatto economico e bisogni di salute pubblica
L’impatto della Mash non si limita ai singoli pazienti ma riguarda direttamente gli ospedali e l’intero sistema sanitario nazionale. Bernard Kilbane, Vice president & General manager di Madrigal Pharmaceuticals Italy, ha sottolineato come sia fondamentale continuare la collaborazione tra pazienti, clinici e istituzioni per fare della Mash una priorità di salute pubblica autentica. Questo impegno condiviso è essenziale per favorire il disegno di percorsi di diagnosi e cura necessari sul territorio italiano.

La patologia, caratterizzata da una progressione spesso silente che può durare anni senza manifestare sintomi evidenti, rappresenta una sfida diagnostica per il sistema sanitario. La necessità di rafforzare la diagnosi precoce diventa quindi cruciale per intercettare i pazienti in fasi meno avanzate della malattia, quando è possibile valutare prima i percorsi terapeutici e contenere il carico sul sistema sanitario. L’accesso a percorsi specialistici deve essere facilitato e uniformato sul territorio nazionale.
L’incontro milanese, intitolato “Mash: conoscere per agire”, ha messo in evidenza come la consapevolezza della patologia sia ancora scarsa nonostante la sua rilevanza epidemiologica. Una conoscenza insufficiente può contribuire a ritardi diagnostici, minori opportunità terapeutiche e maggiori costi sociali ed economici, sia a livello individuale che collettivo. Il riconoscimento della Mash come priorità di salute pubblica rappresenta il primo passo necessario per invertire questa tendenza e implementare strategie di prevenzione, diagnosi e trattamento più efficaci su scala nazionale.
