Mantidi asiatiche invasive in Italia: il clima e le città accelerano la loro espansione

Due specie di mantidi asiatiche sono state classificate come invasive in Europa, con un forte impatto sugli ecosistemi locali.

Mantidi giganti asiatiche in giardino, con gatti domestici che ne predano alcune
Mantidi giganti asiatiche in giardino, con gatti domestici che ne predano alcune

Le mantidi asiatiche invasive si espandono in Italia

Due specie di mantidi giganti asiatiche, Hierodula tenuidentata e Hierodula patellifera, sono state ufficialmente classificate come specie aliene invasive in Europa. Lo studio, pubblicato sul Journal of Orthoptera Research, ha evidenziato come il riscaldamento climatico stia accelerando la loro espansione verso nord, con un aumento significativo delle popolazioni in aree mediterranee e continentali. Le mantidi si sono insediati stabilmente in parchi e giardini di Italia, Spagna, Portogallo e Francia, dove si riproducono con una velocità quasi doppia rispetto alla mantide europea comune.

La capacità riproduttiva è il fattore che preoccupa maggiormente i ricercatori. Ogni ooteca, il caso d’uova brunastro e spugnoso che le femmine depositano sui rami, può contenere in media circa 200 neanidi, quasi il doppio rispetto alla mantide europea. Questo ha portato a una crescita demografica rapida, che le popolazioni native non riescono a compensare.

Il clima e le città accelerano la loro espansione

Il cambiamento climatico è identificato come il principale motore dell’espansione delle mantidi asiatiche. Temperature più miti nelle stagioni di transizione allungano la finestra di attività delle mantidi, consentendo loro di sopravvivere e riprodursi in aree un tempo troppo fredde. Inoltre, le città fungono da amplificatori termici, dove le isole di calore urbane mantengono temperature notturne più alte rispetto alle campagne circostanti. Questo permette alle specie asiatiche di restare attive più a lungo durante le stagioni fredde e di colonizzare aree urbane e periurbane che la mantide europea ha in parte già abbandonato. Le strutture artificiali per la biodiversità vengono utilizzate come siti di caccia. Gli “insect hotel” e altre strutture pensate per favorire la biodiversità vengono usate dalle mantidi invasive come luoghi di caccia ad alta densità di prede, contribuendo ulteriormente alla loro espansione.

I gatti domestici sono i principali predatori naturali

Un dettaglio curioso emerso dalla ricerca riguarda i predatori naturali delle mantidi invasive. I gatti domestici sono risultati i principali vertebrati predatori, responsabili del 45% degli eventi di predazione documentati. Tuttavia, i ricercatori avvertono che i gatti non distinguono tra specie invasive e native e continuano a rappresentare una pressione aggiuntiva sulla mantide europea. Questo ha portato a una situazione in cui i gatti, sebbene siano un elemento di controllo naturale, non riescono a fermare l’espansione delle mantidi asiatiche. Le isole del Mediterraneo sono particolarmente a rischio. Battiston segnala che il rischio è particolarmente elevato sulle isole del Mediterraneo, dove molte specie di invertebrati e vertebrati sono endemiche e non hanno alternative di fuga territoriale. Qui la perdita anche di pochi individui può avere conseguenze sproporzionate sulla biodiversità locale.

Impatti sugli ecosistemi locali

Lo studio documenta una serie di impatti diretti sugli ecosistemi europei. Le femmine invasive attraggono i maschi della mantide europea, che tentano di accoppiarsi ma vengono predati, sottraendo individui riproduttivi alla specie nativa. Le specie asiatiche predano anche impollinatori importanti come api e bombi, oltre a piccoli vertebrati protetti tra cui rane arboricole e lucertole. Questi effetti combinati stanno alterando la biodiversità locale e mettono a rischio la stabilità degli ecosistemi. La biodiversità europea è in pericolo a causa dell’espansione delle mantidi invasive. La situazione richiede un intervento immediato per limitare l’impatto delle specie asiatiche e proteggere gli ecosistemi locali.