Maldini e Leonardo scelgono Pirlo per la panchina azzurra dopo il no di Guardiola

Dopo il rifiuto di Guardiola, Maldini e Leonardo puntano su Pirlo come nuovo commissario tecnico dell’Italia. Conte ritenuto poco adatto ai progetti, Mancini non contattato.

La ricerca del nuovo commissario tecnico della Nazionale italiana entra in una fase decisiva dopo il definitivo no di Pep Guardiola. Maldini e Leonardo, in accordo con il presidente della CONI Giovanni Malagò, hanno scelto Andrea Pirlo come loro candidato principale per guidare la squadra azzurra nei prossimi impegni internazionali. La comunicazione del rifiuto dell’allenatore del Manchester City è arrivata nella notte tra giovedì e venerdì, chiudendo una porta che pure era stata aperta nelle scorse settimane.

La decisione di puntare su Pirlo rappresenta una scelta precisa all’interno della dirigenza federale, che sta operando ormai con una strategia definita. Come riferisce ilfattoquotidiano.it, Maldini e Leonardo stanno stringendo i tempi per finalizzare l’accordo con l’ex centrocampista, il cui nome era già emerso come opzione credibile nelle valutazioni precedenti. Non è invece stato contattato Roberto Mancini, il quale resta dunque escluso dai piani della dirigenza nonostante la sua esperienza sulla panchina azzurra negli ultimi anni.

Perché Conte non rientra nel progetto

Antonio Conte, che pure aveva circolato nelle conversazioni precedenti su possibili candidati, non è considerato adatto ai progetti che Maldini e Leonardo stanno disegnando per la Nazionale. Le motivazioni specifiche del mancato interesse nei confronti dell’attuale allenatore del Napoli non vengono dettagliate, ma l’esclusione è netta e rappresenta un orientamento chiaro della dirigenza federale rispetto alla visione tecnica e organizzativa che intendono implementare.

La scelta di Pirlo, dunque, non è casuale. L’ex mediano rappresenta una figura che incarna una certa idea di calcio e di gestione che sembra rispecchiare meglio le priorità di Maldini e Leonardo. Il processo decisionale avanza rapidamente dopo la chiusura della trattativa con Guardiola, segnale che la federazione ha già una riserva ben individuata e vuole capitalizzare i tempi stretti che rimangono prima dei prossimi impegni della squadra nazionale.

Il contesto della ricerca dopo il no di Guardiola

Il rifiuto dell’allenatore catalano lasciava aperto uno scenario di incertezza sulla disponibilità effettiva dei migliori candidati a livello internazionale. Guardiola, nonostante i contatti, ha scelto di proseguire il suo progetto con il Manchester City, privilegiando la continuità nel club inglese rispetto all’opportunità di allenare la Nazionale italiana. Questo esito, per quanto negativo dal punto di vista della federazione, ha accelerato il passaggio alla seconda scelta già preventivata.

La dinamica che emerge dalle scelte di Maldini e Leonardo suggerisce che la federazione italiana ha lavorato su uno scenario plurimo di candidati, ordinati per preferenza, con Pirlo già identificato come figura credibile e disponibile. L’esclusione di Mancini e Conte non rappresenta quindi una decisione improvvisa, ma il risultato di una valutazione strategica complessiva sulla visione tecnica e manageriale che la dirigenza intende portare avanti.

Giovanni Malagò, come sottolinea ilfattoquotidiano.it, è parte attiva della convergenza decisionale, il che conferma come questa scelta abbia il sigillo dell’organo di governo dello sport italiano. Le trattative per finalizzare l’accordo con Pirlo procedono con l’obiettivo di raggiungere una conclusione nei prossimi giorni, considerato l’urgenza di avere una guida tecnica definita e operativa per gli impegni che attendono la squadra azzurra nel calendario internazionale.

La centralità di questa decisione nel panorama calcistico italiano riflette l’importanza della Nazionale come progetto di interesse nazionale, dove le scelte tecniche incidono direttamente sulla percezione collettiva e sui risultati sportivi. La preferenza per Pirlo, consumatosi il no di Guardiola, conclude una fase di incertezza e avvia il capitolo successivo della gestione tecnica della squadra italiana.