Malattia di Sjögren, gli esperti avvertono: non è solo secchezza oculare
La malattia di Sjögren colpisce ben oltre occhi e bocca. Esperti e associazioni pazienti chiedono diagnosi più precoce e accesso alle migliori cure disponibili per evitare anni di ritardo terapeutico.

Una patologia cronica ancora poco conosciuta dal grande pubblico, spesso diagnosticata con anni di ritardo: è la malattia di Sjögren, al centro della giornata mondiale che punta a sensibilizzare su un disturbo che va ben oltre la semplice secchezza degli occhi e della bocca. Secondo quanto riferisce Adnkronos Salute, gli esperti della comunità medica e le associazioni pazienti, come Apmarr, lanciano un messaggio chiaro sulla necessità di riconoscere più precocemente i segnali di questa condizione autoimmune e garantire a ogni paziente l’accesso alle migliori cure disponibili.
I segnali nascosti oltre la secchezza
Il primo campanello d’allarme della malattia di Sjögren è effettivamente una secchezza persistente degli occhi e della bocca. Tuttavia, in una significativa parte dei pazienti la patologia coinvolge anche articolazioni, polmoni, sistema nervoso e altri organi, producendo un impatto concreto sulla qualità della vita quotidiana. Questo carattere multisistemico della malattia è proprio ciò che la rende così difficile da diagnosticare nei tempi corretti.
La varietà delle manifestazioni cliniche determina un percorso diagnostico frammentato: molti pazienti si rivolgono inizialmente a specialisti diversi dal reumatologo. Chi lamenta secchezza oculare consulta prima l’oculista, chi ha problemi alle mucose visita l’odontoiatra o il ginecologo, mentre in caso di sintomi respiratori il primo contatto avviene con lo pneumologo. In ognuno di questi passaggi, il collegamento con una patologia autoimmune di base non emerge immediatamente, ritardando la diagnosi complessiva.
Diagnosi accurata e tempestività terapeutica
La diagnosi della malattia di Sjögren non si basa su un singolo esame, bensì sulla capacità di integrare diversi elementi clinici e strumentali. Come spiega Gandolfo, citato da Adnkronos, l’approccio diagnostico richiede una combinazione di strumenti: l’anamnesi dettagliata, la visita reumatologica specialistica, test per valutare la produzione di lacrime e saliva, la ricerca degli autoanticorpi nel sangue, la biopsia delle ghiandole salivari minori e, quando necessario, l’ecografia delle stesse ghiandole.
Riconoscere precocemente i campanelli d’allarme e indirizzare tempestivamente il paziente al reumatologo offre una presa in carico più efficace. Il messaggio degli esperti è univoco: una secchezza persistente non dovrebbe mai essere considerata un disturbo banale e meritevole di approfondimento senza attendere che compaiano altri sintomi più gravi.
Secondo quanto riporta Adnkronos, Apmarr evidenzia che è fondamentale rafforzare la collaborazione tra comunità scientifica, istituzioni, professionisti sanitari e associazioni dei pazienti affinché la malattia di Sjögren venga riconosciuta più precocemente. Solo attraverso un’integrazione tra questi attori è possibile garantire a ogni persona affetta un percorso diagnostico efficiente e l’accesso alle migliori cure disponibili.
Le prospettive della ricerca e i vuoti terapeutici
Un ostacolo significativo nel trattamento della malattia di Sjögren risiede nel fatto che al momento non esistono medicinali approvati con un’indicazione specifica per questa patologia. Tuttavia, come precisa Del Papa citato da Adnkronos, le conoscenze sui meccanismi patogenetici della malattia sono cresciute in modo significativo negli ultimi anni, aprendo la strada allo sviluppo di terapie sempre più mirate e precise.
La ricerca vive effettivamente una fase di profonda evoluzione, grazie alla crescente comprensione dei meccanismi immunologici che stanno alla base della condizione. Questa crescita della conoscenza scientifica rappresenta una base solida per sviluppare interventi terapeutici innovativi in grado di affrontare non solo i sintomi superficiali, ma le cause profonde della malattia. I prossimi anni potrebbero portare a significative novità nel panorama terapeutico, purché continuino gli investimenti nella ricerca e nella collaborazione tra i diversi attori del sistema salute.
