La madre è finita in giudizio per aver favorito abusi sessuali sui figli a Imperia
Una madre è accusata di aver favorito abusi sessuali su due figlie da parte del compagno. Indagini a Imperia portano a rinvio a giudizio.

Un caso di abusi sessuali su minorenni ha portato a un’inchiesta che ha coinvolto una madre e il suo compagno a Imperia. L’uomo, da tempo in relazione con la donna, ha costruito una relazione con una delle figlie, un rapporto che la madre avrebbe favorito per non perderlo. L’incubo, che si è protratto per anni, ha visto la più piccola delle ragazzine costretta a subire avance e palpeggiamenti, mentre la più grande ha subito rapporti sessuali con l’adulto. La madre, Alessandra Boero, è finita in giudizio per aver contribuito a questi abusi, con accuse di concorso in abusi sessuali. L’uomo, Giulio Gavino, è stato condannato a 6 anni e 6 mesi per i fatti. L’inchiesta, condotta dagli inquirenti di Imperia, ha portato alla chiusura delle indagini e al rinvio a giudizio della donna.
La relazione tra madre e compagno ha favorito l’abuso
La relazione tra il compagno della madre e una delle figlie è emersa attraverso centinaia di messaggi scambiati tra i cellulari, decine di email e chat su Facebook. Gli inquirenti hanno ricostruito come la donna, pur essendo informata dei rapporti, non solo non li avesse impediti, ma avrebbe persino favorito la loro consumazione, svolgendo il ruolo di “mediatrice” tra il compagno e la figlia minore. La madre, inoltre, ha scambiato messaggi con l’uomo in cui si parlava di far diventare la ragazzina “donna”, con riferimenti espliciti alla perdita della verginità. La situazione, che si è protratta per anni, ha avuto il suo epilogo quando la ragazza, segnata da sofferenza psicologica, ha trovato il coraggio di confidarsi con una compagna di classe e poi con insegnanti. Di qui la segnalazione alle forze dell’ordine e l’intervento della magistratura.
La madre ha contribuito a un abuso sessuale su minorenni
La madre, Alessandra Boero, è accusata di aver contribuito a un abuso sessuale su minorenni, con accuse di concorso in abusi sessuali. L’inchiesta ha rivelato come la donna, pur essendo a conoscenza dei rapporti, non solo non li avesse impediti, ma avrebbe persino favorito la loro consumazione. Gli inquirenti hanno trovato centinaia di messaggi scambiati tra la madre e il compagno, che parlavano di rapporti sessuali e di una relazione malata. La situazione, che ha avuto origine in un paese dell’entroterra, ha visto la competenza territoriale inizialmente affidata alla procura distrettuale antimafia di Torino, che aveva chiesto l’archiviazione. Poi il fascicolo è passato all’ufficio indagini di Imperia, dove è emerso il ruolo della donna nel favorire i rapporti.
Indagini approfondite hanno rivelato documentazione allucinante
Il sostituto procuratore Francesco Monaco, che ha preso in carico il fascicolo, ha scavato tra centinaia di pagine di interrogatori e documenti, soprattutto le chat dei telefoni cellulari. Tra i materiali acquisiti, gli inquirenti hanno trovato molte fotografie su supporti digitali in possesso dell’adulto, che chiedeva con insistenza alla ragazzina di mandargli immagini intime. L’abuso delle condizioni di inferiorità fisica e psichica della persona offesa è emerso già nel procedimento penale a carico dell’uomo. La madre, però, è finita in giudizio per aver contribuito a questi abusi, con accuse di concorso in abusi sessuali. La situazione, che ha avuto origine in un paese dell’entroterra, ha visto la madre e il compagno coinvolti in un rapporto che ha segnato la vita delle due ragazze per sempre.
La vittima ha espresso il dolore e la sofferenza
Dopo un interrogatorio con i carabinieri, la ragazzina ha espresso il suo dolore in modo forte e diretto: «Non voglio che nessuno, mai nessuno, manco il mio peggior nemico, possa passare quello che ho passato io». Le parole della ragazza, raccolte in migliaia di parole durante l’interrogatorio, hanno sottolineato l’impatto psicologico dell’abuso e la profonda sofferenza vissuta. La ragazza, che ha trovato il coraggio di parlare, ha visto la sua vita segnata per sempre da questa relazione malata. L’inchiesta ha portato alla chiusura delle indagini e al rinvio a giudizio della madre, che è accusata di aver favorito i rapporti sessuali tra il compagno e le figlie. La situazione, che ha avuto origine anni fa, ha visto l’uomo condannato a 6 anni e 6 mesi, ma adesso è la madre a finire davanti al giudice.
