Intelligenza artificiale accessibile, la nuova sfida dopo Internet
L’IA rischia di creare una nuova frattura digitale se non diventa accessibile a imprese, cittadini e territori. IVASS chiede alle assicurazioni regole su sicurezza e cybersicurezza.

La diffusione dell’intelligenza artificiale corre il rischio di generare una nuova forma di divario digitale, qualora la tecnologia rimanga confinata nelle mani di poche realtà e lontana dalla portata di piccole e medie imprese, cittadini comuni e territori. È questa la preoccupazione centrale che emerge dal dibattito sulla democratizzazione dell’IA, come evidenziato da Agenda Digitale. Parallelamente, cresce l’attenzione dei regolatori sulla gestione dei rischi: l’IVASS ha richiesto alle compagnie assicurative di adottare misure specifiche in materia di sicurezza informatica e cybersicurezza, riconoscendo che l’integrazione dell’intelligenza artificiale nel settore comporta nuove vulnerabilità che occorre presidiare con attenzione.
Il rischio della frattura digitale generazionale e territoriale
Se negli ultimi due decenni Internet ha ampliato l’accesso alle opportunità informative e commerciali, oggi l’intelligenza artificiale minaccia di invertire quel processo, almeno potenzialmente. La nuova frattura non sarebbe geografica o generazionale soltanto, ma soprattutto economica e infrastrutturale: solo chi possiede risorse sufficienti per acquisire tecnologie proprietarie, sviluppare competenze specializzate e investire in sistemi di IA avanzati riuscirebbe a sfruttare pienamente le capacità trasformative di queste soluzioni.
Le piccole e medie imprese, che costituiscono il tessuto economico di molte regioni italiane, potrebbero trovarsi ulteriormente svantaggiate rispetto ai grandi player nazionali e internazionali. Analogamente, i cittadini privi di competenze digitali evolute o residenti in aree meno servite dall’infrastruttura tecnologica rischiano di rimanere esclusi dai benefici dell’automazione, dell’ottimizzazione dei servizi e delle nuove opportunità lavorative che l’IA promette. Come sottolinea Agenda Digitale, questa dinamica ripropone il tema della coesione sociale e territoriale su una scala ancora più critica rispetto a quanto accadde con Internet.
Sicurezza informatica e nuove responsabilità del settore assicurativo
In questo contesto, l’intervento dell’Istituto di Vigilanza sulle Assicurazioni (IVASS) segna un passaggio significativo nella governance del rischio legato all’IA. L’autorità di vigilanza ha comunicato alle compagnie assicurative che la cybersicurezza rappresenta una priorità irrinunciabile nell’ambito dei sistemi che impiegano intelligenza artificiale, anche in forma ausiliaria o integrata nei processi decisionali.
Questa richiesta non è meramente cautelare. L’introduzione di algoritmi e sistemi di machine learning nella valutazione dei rischi, nella gestione dei sinistri, nella sottoscrizione delle polizze e nel servizio al cliente crea nuovi punti di vulnerabilità. Un attacco informatico che comprometta un modello di IA potrebbe propagarsi in modo sistemico, coinvolgendo contemporaneamente migliaia di contratti, dati personali e operazioni finanziarie. Le assicurazioni, inoltre, svolgono un ruolo centrale nel trasferimento del rischio per l’intera economia: la loro resilienza informatica ha quindi implicazioni che vanno ben oltre il settore specifico.
Una gestione responsabile richiede misure concrete, tra cui documentazione dei dati usati per addestrare i modelli, tracciabilità delle decisioni, verifiche periodiche, piani di continuità operativa e sistemi di controllo robusti. Queste misure comportano un impegno organizzativo e finanziario, ma possono favorire un uso più responsabile e trasparente dell’IA nel settore assicurativo.
Verso una governance più inclusiva
La sfida centrale non consiste soltanto nel regolamentare il rischio, ma nell’assicurare che lo sviluppo dell’intelligenza artificiale proceda secondo logiche di equità e inclusione. Come rimarcato da Agenda Digitale, i governi, le istituzioni e gli attori del settore privato devono coordinare sforzi per ridurre le barriere all’accesso all’IA, promuovere la formazione qualificata, facilitare l’adozione da parte di micro e piccole imprese, e garantire che comunità e territori meno serviti non restino ai margini di questa trasformazione tecnologica.
L’esperienza con Internet mostra che una rapida innovazione priva di adeguati presìdi può accompagnarsi a disuguaglianze e distorsioni di mercato. Oggi, la comunità internazionale ha la possibilità di imparare da quella lezione. Regolamentazione attenta, come quella esemplificata dalle azioni dell’IVASS nel settore assicurativo, e politiche pubbliche di inclusione digitale possono muoversi in parallelo, contenendo i rischi senza soffocare le opportunità.
