Hiroshima celebra 81 anni del bombardamento, mentre Takaichi apre dibattito sulla deterrenza nucleare

Hiroshima celebra 81 anni del bombardamento, mentre Takaichi apre dibattito sulla deterrenza nucleare

Sopravvissuti di Hiroshima e rappresentanti internazionali partecipano alla commemorazione del bombardamento atomico
Sopravvissuti di Hiroshima e rappresentanti internazionali partecipano alla commemorazione del bombardamento atomico

Il 6 agosto 2026, Hiroshima ha celebrato il 81esimo anniversario del bombardamento atomico, un evento che ha segnato un punto di svolta nella storia mondiale. La cerimonia, organizzata in un momento di tensione geopolitica, ha visto la partecipazione di circa 50 mila persone, tra cui rappresentanti di 120 Paesi e regioni, tra cui Stati Uniti e Iran. Il sindaco Kazumi Matsui ha espresso preoccupazione per il crescente sostegno alla deterrenza nucleare da parte di potenze internazionali, incluso il Giappone, e ha invitato a trarre insegnamenti dal passato per agire oggi. La campana della pace ha suonato in coincidenza con l’ora in cui la bomba fu sganciata, segnando un momento di silenzio e riflessione.

La memoria e il presente

Il bombardamento di Hiroshima, avvenuto il 6 agosto 1945, ha distrutto la città e ucciso 140 mila persone. Una seconda bomba, sganciata tre giorni dopo su Nagasaki, ne uccise altre 70 mila. Il Giappone si arrese il 15 agosto, ponendo fine alla Seconda guerra mondiale. Oggi, i sopravvissuti, con un’età media superiore agli 86 anni, temono che i ricordi si affievoliscano, poiché i più giovani non hanno ricordi chiari dell’attacco. I sopravvissuti hanno espresso frustrazione e preoccupazione per il crescente sostegno alla deterrenza nucleare, incluso nel Giappone.

La cerimonia ha visto la partecipazione di rappresentanti di circa 120 Paesi e regioni, tra cui Stati Uniti e Iran. Il sindaco Matsui ha criticato le grandi potenze mondiali per le guerre in corso e ha esortato a smettere di giustificare il possesso di armi nucleari come metodo di deterrenza. “Minimizzare la disumanità delle armi nucleari e accettare l’uso della forza per perseguire la propria prosperità rischia di innescare cicli di violente rappresaglie che potrebbero in ultima analisi sfociare in un’altra Hiroshima o Nagasaki”, ha affermato.

La posizione di Takaichi e il dibattito sulla deterrenza

La premier Sanae Takaichi, che ha partecipato alla commemorazione per la prima volta da quando è in carica, ha affermato che adotterà “un approccio realistico” nel quadro del trattato delle Nazioni Unite per la prevenzione della proliferazione nucleare. Takaichi ha sottolineato l’obiettivo di vivere in un mondo in cui le armi nucleari non siano mai utilizzate. Tuttavia, le indiscrezioni indicano che il governo potrebbe allentare i tre principi non nucleari del dopoguerra quando elaborerà i nuovi documenti di sicurezza e difesa entro la fine dell’anno.

Takaichi ha auspicato una revisione dei principi per valutare la possibilità di abbandonare il terzo, ovvero il divieto di introdurre armi nucleari nel Paese. Il Giappone è sotto la protezione dell’ombrello nucleare statunitense e ha ripetutamente chiesto a Washington rassicurazioni sul suo impegno e una maggiore protezione. Per questo motivo, il governo ha respinto la richiesta dei sopravvissuti di firmare il Trattato sulla proibizione delle armi nucleari o di partecipare alle riunioni in qualità di osservatori.