Governo blocca emendamento su assunzioni nei ministeri
Governo blocca emendamento su assunzioni nei ministeri, polemica per rischio di politicizzazione
Il governo ha deciso di bloccare un emendamento al decreto Pubblica amministrazione che avrebbe permesso di stabilizzare gli uffici di diretta collaborazione dei ministri. La norma, rivelata da un articolo del Fatto, aveva suscitato perplessità e preoccupazioni nei ministeri, con il rischio di essere accusato di “poltronificio” a fine legislatura. L’emendamento, inizialmente segnalato come prioritario, è stato cancellato con un tratto di penna dopo un dibattito interno e l’opposizione di Palazzo Chigi.
Un emendamento a rischio di politicizzazione
L’emendamento, a prima firma della leghista Silvana Comaroli, prevedeva l’assunzione di dirigenti che avevano lavorato negli uffici di diretta collaborazione dei vertici di governo negli ultimi tre anni. La proposta, se approvata, avrebbe aperto la porta a una stabilizzazione di personale legato a incarichi fiduciari, suscitando preoccupazioni per una possibile politicizzazione del ruolo. Nei ministeri, la norma aveva scatenato una corsa a capire chi avrebbe potuto beneficiare e in che condizioni. La norma aveva suscitato reazioni immediate, con le perplessità che si erano estese fino a Palazzo Chigi. Il governo, temendo di essere accusato di favoritismo o di creare un sistema di “poltronificio”, ha deciso di interrompere l’emendamento. La decisione è arrivata dopo un dibattito interno e l’opposizione di Palazzo Chigi. L’emendamento non è quindi più sul tavolo, ma restano aperte altre discussioni su trattamenti economici per il personale che lavora al fianco dei ministri.
Un altro emendamento sul tavolo
Resta invece sul tavolo un altro intervento che riguarda gli uffici di diretta collaborazione: l’emendamento che punta a sottrarre il loro trattamento accessorio al tetto previsto per le amministrazioni pubbliche, aumentando i margini sulle retribuzioni aggiuntive del personale che lavora al fianco di ministri e sottosegretari. Questo emendamento potrebbe essere esaminato in un prossimo futuro, ma per il momento il governo ha preferito interrompere la discussione sull’assunzione di personale in base alla norma inizialmente proposta.
La decisione del governo ha suscitato reazioni tra i ministeri e tra i parlamentari, che hanno visto nel provvedimento un tentativo di evitare critiche e di mantenere la distanza da accuse di favoritismo. Il governo ha preferito evitare il rischio di essere accusato di politicizzazione. L’emendamento non è quindi più in discussione, ma il dibattito sull’organizzazione e sulle risorse dei ministeri continua, con nuove proposte che potrebbero emergere nel corso del prossimo esame del decreto.
La norma inizialmente proposta aveva suscitato un dibattito interno tra i membri del governo, con il rischio di essere accusati di creare un sistema di stabilizzazione per personale legato a incarichi fiduciari. La decisione di bloccare l’emendamento è quindi arrivata dopo un’analisi approfondita e una valutazione del rischio politico. Il governo ha preferito evitare il rischio di essere accusato di favoritismo o di creare un sistema di “poltronificio” a fine legislatura. Nonostante l’emendamento non sia più in discussione, il dibattito sull’organizzazione e sulle risorse dei ministeri continua. Il governo ha preferito interrompere la discussione sull’assunzione di personale in base alla norma inizialmente proposta, ma altre proposte potrebbero emergere nel corso del prossimo esame del decreto. La decisione è arrivata dopo un dibattito interno e l’opposizione di Palazzo Chigi.
