Futuro Nazionale chiede stop al programma Cecchettin: “educazione al rispetto, non criminalizzazione del maschile”
Futuro Nazionale chiede stop al programma Cecchettin: “educazione al rispetto, non criminalizzazione del maschile”

Il partito politico Futuro Nazionale, guidato da Roberto Vannacci, ha espresso un netto dissenso nei confronti del programma educativo di Gino Cecchettin, padre della giovane Giulia Cecchettin, uccisa nel 2023. Il consigliere regionale veneto Stefano Valdegamberi ha chiesto al ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara di fermare il protocollo siglato tra la Fondazione dedicata a Giulia e il ministero, sostenendo che potrebbe introdurre un’impostazione ideologica sul tema del maschile. L’attacco, che si colloca all’interno di un dibattito più ampio su educazione e valori, ha suscitato reazioni da parte del centrodestra, che si è schierato a favore del progetto.
Valdegamberi: “educazione al rispetto, non criminalizzazione del maschile”
Valdegamberi ha sottolineato che il protocollo potrebbe portare a una visione che “rischia di trasformare il maschile in un genere da correggere e rieducare”, un’idea che il consigliere ritiene non conforme ai principi educativi. “Noi rifiutiamo l’idea che un bambino debba essere educato a considerarsi potenzialmente colpevole semplicemente perché è nato maschio”, ha aggiunto. L’attacco al programma di Cecchettin è stato accompagnato da un’analisi critica del comportamento di adulti, tra cui il padre di Giulia, che ha pubblicato messaggi sessisti su piattaforme social. “L’educazione nasce innanzitutto dall’esempio degli adulti”, ha sottolineato Valdegamberi.
Il centrodestra sostiene il programma di Cecchettin
Il centrodestra, composto da Forza Italia, Lega e FdI, ha espresso un sostegno al progetto di Gino Cecchettin, ritenendolo un’azione necessaria per combattere i femminicidi. “Abbiamo un problema valoriale gigantesco”, ha detto Flavio Tosi, coordinatore di Forza Italia. “Purtroppo il tema dei femminicidi, lo confermano le tristi cronache anche di questi giorni, non è certo in via di risoluzione, quindi ben venga l’educazione al rispetto a scuola”. Il capogruppo della Lega, Riccardo Barbisan, ha sottolineato che il ministro Valditara ha sempre mantenuto un equilibrio nel trattare il tema, purtroppo ancora di grande attualità.
Laura Besio di FdI ha sostenuto che è importante “tenere alta l’attenzione su tutto ciò che entra nella scuola” e ha espresso la sua convinzione che “non dobbiamo dipingere i maschi come il male del mondo”. Tuttavia, ha anche riconosciuto che il protocollo non cita alcuna contrapposizione precisa tra maschi e femmine, e ha sottolineato che “starà a chi di dovere vigilare che tutto avvenga senza stravolgimenti”.
Il dibattito, che ha visto un confronto diretto tra Valdegamberi e il padre di Giulia, ha evidenziato le profonde divisioni su come affrontare il tema dell’educazione nelle scuole. Mentre alcuni sostengono che il programma di Cecchettin possa contribuire a prevenire la violenza sulle donne, altri temono che possa portare a una visione distorta del maschile. La questione rimane aperta, con il ministero e la Fondazione che non hanno ancora replicato alle accuse del consigliere regionale veneto.
