Furti a Chioggia, quarto in un anno: il titolare del bar scrive un cartello ai ladri

Furti a Chioggia, quarto in un anno: il titolare del bar scrive un cartello ai ladri

Titolare di bar a Chioggia affissa cartello ai ladri dopo quarto furto in un anno
Titolare di bar a Chioggia affissa cartello ai ladri dopo quarto furto in un anno

Chioggia, 4 settembre 2026 – Il titolare del bar Mora di Sottomarina, Matteo Boscolo Bragadin, ha affisso un cartello rivolto direttamente ai ladri dopo il quarto furto in un anno. Dopo un episodio di svaligio che ha visto i malviventi portare via gelati, bibite, birre e un’affettatrice, il gestore ha deciso di cambiare strategia, lanciando un messaggio via social: «Se io non lavoro, tu non troverai più nulla da portare via. Se ti servono soldi, posso offrirti un lavoro». L’azione, che ha suscitato reazioni positive in rete, è stata pensata per sensibilizzare la cittadinanza sui ripetuti episodi di microcriminalità che colpiscono le attività commerciali della zona.

Un messaggio di solidarietà e di sfida

«Prendono sempre le stesse cose, tranne il vino», ha spiegato Bragadin, che ha sottolineato come i ladri non sembrino interessati al vino, nonostante l’abbondanza di bottiglie nel locale. L’affettatrice, rubata per la seconda volta in un anno, è stata sostituita con una nuova, ma il gestore ha deciso di non prendere provvedimenti estremi. La solidarietà della comunità è stata fondamentale per ripartire. Un’anziana signora, infatti, ha offerto la sua affettatrice, che non usa più, e ha spiazzato il titolare con l’offerta.

Un’azione che ha suscitato reazioni positive

Il cartello, diventato virale, ha suscitato reazioni positive da parte dei cittadini e dei media. Il titolare ha spiegato che ha chiamato i carabinieri per denunciare l’episodio, ma non ha ancora visto i documenti. «Io non l’ho visionato, non mi sono fatto dire nulla: saranno i carabinieri a verificare se è vero», ha detto. Inoltre, un blogger locale ha consegnato i nomi e la targa del veicolo usato nel furto ai carabinieri, contribuendo a indagare sulla provenienza dei malviventi. Il gestore è convinto che si tratti sempre della stessa persona.

Nonostante i costi economici e psicologici, il bar Mora, storica balera dell’Adriatico attiva da 43 anni, ha ripreso l’attività per il finale di stagione grazie alla solidarietà della comunità. «Il materiale immediatamente vendibile, come i gelati, l’ho già rimpiazzato stamattina: il caldo aiuta, la gente viene ancora al mare anche fuori weekend. L’affettatrice la recupereremo da amici», ha spiegato il titolare, che si mostra ottimista per la prossima stagione. La sua azione, pur se provocatoria, ha messo in luce un problema reale: la microcriminalità che colpisce le attività commerciali locali e la necessità di trovare soluzioni condivise.

Il titolare ha anche sottolineato che i ladri non sono stranieri e che continuano a prendere le stesse merci. «Prendono sempre le stesse cose: gelati, bibite, birre. Il vino non gli interessa: quindici cartoni, non ne hanno preso uno», ha raccontato. La sua decisione di affiggere un cartello non è stata solo una reazione al furto, ma un tentativo di coinvolgere la comunità e di trovare un’alternativa al conflitto. La sua proposta di lavoro è diventata un simbolo di speranza per chi vive in un’area segnata da episodi di criminalità.

Il bar Mora, che ha visto il quarto furto in un anno, continua a operare nonostante i continui danni. Il gestore, pur esaurito, si mostra determinato a ripartire. «Adesso bisogna prendere un po’ di respiro, tornare più sereni», ha concluso, sottolineando l’importanza della collaborazione tra cittadini e autorità per contrastare la microcriminalità. La sua azione ha suscitato un dibattito su come affrontare i fenomeni di illegalità in contesti locali, senza ricorrere a misure estreme.