Fuga di cloro in piscina a Roma, otto intossicati tra cui bambino in codice rosso
Incidente a Mentana: esalazione di cloro in piscina provoca intossicazioni. Un bambino di 5 anni ricoverato in codice rosso, altri sette trasferiti in codice giallo. Evacuati in 50.

Un’esalazione di cloro all’interno di una piscina a Mentana, nella provincia di Roma, ha provocato l’intossicazione di otto persone, tra cui sei minori. L’episodio ha richiesto l’intervento dei soccorsi, con il ricovero di un bambino di 5 anni presso una struttura ospedaliera in codice rosso, il livello di gravità massimo. Altre sette persone, tra cui quattro ragazzi di età compresa tra i 10 e i 15 anni, sono state trasferite in ospedale in codice giallo. Secondo quanto riferisce Adnkronos, circa 50 persone sono state evacuate dalla struttura.
L’incidente e i soccorsi
L’esalazione di cloro ha determinato il ricovero immediato di almeno otto persone in ospedale. Il bambino più piccolo, di soli 5 anni, è stato trasportato d’urgenza presso una struttura sanitaria con il codice rosso, indicativo di una condizione che richiede intervento immediato. La gravità della situazione ha mobilitato le équipe mediche per garantire le prime cure al piccolo paziente nel più breve tempo possibile.
L’episodio ha interessato anche altri minori. Oltre al bambino di 5 anni, sono stati ricoverati quattro ragazzi di età tra i 10 e i 15 anni, tutti trasferiti in ospedale in codice giallo, che rappresenta una condità di media gravità che comunque necessita di valutazione e monitoraggio medico. Anche il settimo intossicato, una persona di cui non sono stati diffusi dettagli, è stato ricoverato con lo stesso livello di urgenza.
La rapida organizzazione della risposta di emergenza ha consentito di evacuare circa 50 persone dalla piscina al momento dell’incidente. L’evacuazione ha seguito le procedure standard per situazioni di questo tipo, al fine di evitare ulteriori espansioni della sostanza chimica. Il personale presente sul luogo ha avviato le operazioni di emergenza per portare in sicurezza tutti gli individui presenti nella struttura.
Cause e contesto
L’origine precisa della fuga di cloro non è stata ancora dettagliata nelle comunicazioni iniziali. Quanto segnalato da Adnkronos riguarda comunque una dinamica che, sebbene rara, evidenzia l’importanza dei sistemi di controllo e manutenzione degli impianti chimici nelle strutture pubbliche. Il cloro, utilizzato come disinfettante nelle piscine, in concentrazioni elevate e quando diffuso in forma di gas rappresenta un pericolo per le vie respiratorie e le mucose.
L’esposizione a fumi di cloro può provocare irritazione delle vie respiratorie, tosse, difficoltà respiratoria e, nei casi più gravi, danni polmonari. I bambini, a causa delle loro vie aeree ancora in sviluppo, risultano particolarmente vulnerabili a questo tipo di sostanze. Per questo motivo il ricovero in codice rosso del piccolo di 5 anni ha comportato una valutazione clinica immediata per escludere complicanze respiratorie.
Le autorità sanitarie territoriali e gli enti competenti avranno il compito di verificare le condizioni della struttura e accertare le cause che hanno determinato l’incidente. Tali verifiche sono essenziali per garantire che simili episodi non si ripetano in futuro. Le strutture pubbliche e private che gestiscono piscine e impianti con sostanze chimiche sono tenute a mantenere sistemi di monitoraggio costanti e personale formato alle procedure di sicurezza.
Al momento, le condizioni cliniche dei sette ricoverati in codice giallo rimangono sotto osservazione medica continua, mentre il bambino in codice rosso beneficia dell’assistenza specialistica disponibile presso la struttura ospedaliera. Le evoluzioni cliniche dei pazienti saranno monitorate nelle prossime ore per garantire il migliore esito possibile.
