Delmastro, la Camera nega le chat ai pm e il M5s occupa i banchi

La Giunta per le autorizzazioni nega accesso alle conversazioni tra il deputato Delmastro e il detenuto Caroccia. Protesta M5s con occupazione dell’aula.

Deputati del Movimento Cinque Stelle occupano i banchi del governo con cartelli recanti la scritta
Senatori del Movimento Cinque Stelle occupano i banchi del governo con cartelli recanti…

La Giunta per le autorizzazioni a procedere della Camera ha respinto la richiesta della Procura di Roma di acquisire le conversazioni tra il deputato Andrea Delmastro, esponente di Fratelli d’Italia, e Mauro Caroccia, ristoratore detenuto in carcere con una condanna definitiva a 4 anni per intestazione fittizia aggravata da associazione mafiosa. La decisione della maggioranza ha innescato una forte reazione dell’opposizione, con i senatori del Movimento Cinque Stelle che hanno occupato i banchi del governo per protestare contro il diniego.

La Procura capitale aveva presentato una richiesta formale per accedere alle chat tra Delmastro e Caroccia nell’ambito di un’inchiesta. La giunta ha espresso parere contrario all’acquisizione delle conversazioni, bloccando di fatto l’accesso dei magistrati al materiale richiesto. Secondo quanto riportato da ansa.it, la decisione è stata comunicata ufficialmente e ha rappresentato un momento di tensione all’interno dell’assemblea parlamentare.

La protesta dei senatori pentastellati

La risposta negativa della giunta ha scatenato una reazione immediata dell’opposizione. I senatori del M5s non hanno atteso molto prima di trasformare l’aula in un palcoscenico di protesta, occupando i banchi riservati al governo in segno di dissenso. La manifestazione di disapprovazione è stata accompagnata da cartelli recanti la scritta “Fuori le chat”, utilizzati per esprimere la richiesta di trasparenza e accesso alle conversazioni in questione.

Come riferisce tpi.it, gli esponenti grillini hanno gridato “Vergogna” durante l’occupazione dei banchi, sottolineando il loro disappunto rispetto alla decisione della maggioranza. La protesta rappresenta una chiara spaccatura tra la coalizione di governo e l’opposizione su una questione che tocca aspetti delicati legati alla trasparenza e al controllo parlamentare sugli organi inquirenti.

Le implicazioni della decisione della maggioranza

La scelta della Giunta per le autorizzazioni assume rilievo particolare considerando il profilo di Mauro Caroccia, il soggetto con cui Delmastro avrebbe intrattenuto le conversazioni finite sotto il microscopio della magistratura. La condanna definitiva di Caroccia per intestazione fittizia con l’aggravante dell’associazione mafiosa rende il caso particolarmente sensibile dal punto di vista dell’opinione pubblica. L’intestazione fittizia è un reato che mira a occultare il vero proprietario di un bene o di un’azienda, spesso utilizzato in contesti legati a infiltrazioni mafiose.

Deputati del Movimento Cinque Stelle occupano i banchi del governo con cartelli recanti la scritta
Senatori del Movimento Cinque Stelle occupano i banchi del governo con cartelli recanti…

La negazione dell’accesso alle chat da parte della Giunta significa che la Procura non potrà utilizzare queste conversazioni nell’ambito della sua inchiesta, almeno non senza ulteriori passi procedurali. Questo solleva interrogativi sulla possibilità dei magistrati di raccogliere elementi probatori rilevanti e sulla tensione che si viene a creare tra l’autonomia dell’inchiesta giudiziaria e i meccanismi di protezione parlamentare dei deputati.

L’episodio evidenzia come le decisioni della giunta delle autorizzazioni possono divenire fulcro di scontri politici significativi. La maggioranza, composta dai partiti di governo, ha prevalso nel bloccare la richiesta dei magistrati, mentre l’opposizione ha utilizzato la protesta diretta per segnalare il proprio dissenso rispetto a una decisione che ritiene lesiva della trasparenza istituzionale e del potere di indagine della magistratura.

La situazione rimane aperta, con la possibilità che la Procura possa intraprendere ulteriori iniziative legali per tentare di ottenere accesso alle conversazioni attraverso altre vie, oppure che il tema continui a rimanere al centro dello scontro politico nei prossimi giorni. La vicenda sottolinea le complesse dinamiche tra poteri dello Stato quando entrano in conflitto esigenze di trasparenza e prerogative costituzionali di protezione parlamentare.