DEFR 2027–2029, Laconi: “Proteggere l’ambiente è custodire il futuro della Sardegna”

Assessora Laconi presenta il DEFR 2027–2029: ambiente al centro della programmazione regionale.

Assessora Laconi annuncia il piano regionale per la difesa dell'ambiente e la protezione civile
Assessora Laconi annuncia il piano regionale per la difesa dell’ambiente e la protezione civile

Un piano per la difesa dell’ambiente e la sostenibilità

L’assessora regionale della Difesa dell’Ambiente, Rosanna Laconi, ha presentato il Documento di Economia e Finanza Regionale (DEFR) 2027–2029, in cui l’ambiente è al centro della programmazione. L’obiettivo è rafforzare la capacità operativa della Regione, tutelare il territorio e promuovere una gestione sostenibile. La programmazione prevede un investimento complessivo di 2 miliardi e 547 milioni di euro nel triennio, con un focus su adattamento climatico, biodiversità, rifiuti e protezione civile.

La difesa dell’ambiente è un dovere verso le future generazioni. Laconi ha sottolineato che governare l’ambiente significa assumersi la responsabilità di ciò che si consegnerà alle generazioni future. In Sardegna, dove la fragilità del territorio è evidente, questa responsabilità è ancora più grande. La regione è esposta a incendi, siccità, alluvioni e erosione costiera, ma custodisce un patrimonio naturale che influisce sulla qualità della vita e sullo sviluppo.

Un approccio proattivo alla gestione dei rifiuti

La programmazione include una serie di interventi per migliorare la gestione dei rifiuti. La Sardegna ha raggiunto il 76,6% di raccolta differenziata, ma la quota di rifiuti conferiti in discarica è salita al 29,1% nel 2024, superiore alla media nazionale del 14,8%. Laconi ha sottolineato l’importanza di riconoscere i punti di forza e di criticità, e di utilizzare gli indicatori come strumento per verificare se gli impegni diventano risultati concreti. La prevenzione è la chiave per un futuro sostenibile. L’assessora ha spiegato che il DEFR non si limita a riparare i danni, ma mira a intervenire prima, proteggendo gli ecosistemi e rendendo i territori più resistenti agli effetti della crisi climatica. Ogni bosco recuperato, ogni costa difesa e ogni habitat migliorato rappresentano un bene comune salvaguardato e una possibilità in più per le comunità.

La protezione civile e l’innovazione tecnologica

Un aspetto chiave del DEFR è il rafforzamento della capacità operativa della Regione in materia di protezione civile. Il piano prevede l’adozione di piani in dieci ambiti territoriali, l’allestimento di 48 centri operativi e di coordinamento, e il potenziamento dei Centri operativi comunali, della Colonna mobile e della Rete Radio regionale. Saranno installati 25 nuovi igrometri, 40 idrometri e 10 stazioni di videomonitoraggio costiero per migliorare la capacità di previsione. La programmazione include anche la realizzazione della Cittadella e della Scuola regionale della Protezione civile nell’ex Deposito carburanti di Monte Urpinu. Inoltre, saranno utilizzati droni, immagini satellitari e altre tecnologie innovative per combattere gli incendi. Laconi ha sottolineato che ogni piano, ogni sensore e ogni centro operativo rappresenta un investimento nella preparazione delle comunità.

Un impegno per il futuro della Sardegna

Nel corso dell’audizione, l’assessora ha risposto alle domande dei componenti della Commissione, soffermandosi in particolare sull’emergenza della filiera degli imballaggi in plastica. La prevenzione, ha concluso Laconi, è una responsabilità pubblica che non ammette discontinuità. Investire oggi nella conoscenza dei rischi, nella cura dell’ambiente e nella preparazione delle comunità significa proteggere domani la vita delle persone. È questo il dovere più alto che le istituzioni hanno verso la Sardegna e verso chi la abiterà dopo di noi.